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Schneider, Romy

nome d'arte dell'attrice cinematografica austriaca Rosemarie Albach-Retty (Vienna 1938-Parigi 1982). Figlia di Magda Schneider e dell'attore W. Albach-Retty, s'impose quale sorridente o patetica Elisabetta, sposa di Francesco Giuseppe, nella trilogia di Sissi (1955-57). Dopo diversi film in lingua tedesca e francese, tra cui Christine (1958; L'amante pura) di P. Gaspard-Huit, remake del film del 1932 Liebelei di M. Ophuls (dal romanzo di A. Schnitzler), e di Madchen in uniform di L. Sagan (1931; Ragazze in uniforme), affermò un temperamento drammatico grazie a L. Visconti, che la impiegò nel 1961 insieme a A. Delon a Parigi nel dramma elisabettiano 'Tis a pity she's a whore (Peccato che sia una sgualdrina) di J. Ford e quale protagonista dell'episodio Il lavoro nel film antologico Boccaccio '70 (1962). Dopo Les procès (1963; Il processo) di O. Welles e alcuni film in Gran Bretagna e a Hollywood, si stabilì in Francia dove interpretò La piscine (1968; La piscina) di J. Deray, Les choses de la vie (1969; L'amante) di C. Sautet, Max et les ferrailleurs (1970; Il commissario Pélissier) di Sautet, in cui eccelse al fianco di M. Piccoli, Le trio infernal (1974; Trio infernale) di F. Girod, L'important c'est d'aimer (1974; L'importante è amare) di A. Zulawski, César et Rosalie (1971; È simpatico ma gli romperei il muso) di Sautet, Le vieux fusil (1975; Frau Marlene) di R. Enrico, Une histoire simple (1978; Una donna semplice) di Sautet, Clair de femme (1979; Chiaro di donna) di C. Costa-Gavras, La mort en direct (1979; La morte in diretta) di B. Tavernier, La banquière (1980; La banchiera) di F. Girod, Gardé a vue (1981; Guardato a vista) di C. Miller; La passante du sans souci (1982; La signora è di passaggio) di J. Rouffio. In Italia, tra La califfa (1970) di A. Bevilacqua e Fantasma d'amore (1980) di D. Risi, fu una ben diversa Elisabetta d'Asburgo, sotto la guida di Visconti, in Ludwig (1973).