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Schorm, Evald

regista cinematografico ceco (Praga 1931-1988). Tra i maggiori rappresentanti della “nuova ondata” praghese, ha espresso nel suo cinema il dolore dell'uomo in una società che lo respinge, un disagio esistenziale carico di pessimismo ma talvolta non privo d'ironia. Il suo film più noto è Il coraggio quotidiano (1964), che col successivo Il ritorno del figliol prodigo (1966) costituisce un dittico tra i più critici e autocritici della “primavera di Praga” e tra i più dolenti. Ma sono degni di rilievo anche i suoi documentari Perché (1963), Rispecchiamento (1965), Salmo (1966), i suoi cortometraggiIl turista (1962, diploma di congedo dal FAMU, la Facoltà di cinema di Praga), La casa del piacere (1965, episodio di Perline sul fondo), Le scarpe di pane (1968, per il tritticoLe notti di Praga) e gli ultimi film prima della “normalizzazione”: Cinque ragazze da marito (1967), La fine del sagrestano (1968), Settimo giorno, ottava notte (1969), rimasto inedito per le sue allusioni politiche. Negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso si è occupato di regie teatrali e televisive, collaborando alla fortuna del teatro praghese Na Zábradlí (Teatro della balaustra). Tra i suoi lavori come autore e regista si ricordano Il circo meraviglioso (1977), La regina delle nevi (1979), Prove di notte (1981), Il monaco Bianco (1983) e Ulisse (1987).

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