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Scicli

comune in provincia di Ragusa (25 km), 106 m s.m., 137,54 km², 25.614 ab. (sciclitani), patrono: Madonna delle Milizie (ultima domenica di maggio).

Cittadina del settore meridionale dei monti Iblei, addossata alle pendici di tre rilievi collinari. Antico insediamento siculo, prosperò sotto gli Arabi e fu città regia con i Normanni. Sotto gli Aragonesi fu infeudata alla contea di Modica.§ L'abitato, ricostruito dopo il sisma del 1693, ha una spiccata impronta barocca. Il centro urbano è piazza Italia, su cui si affaccia la chiesa madre di Sant'Ignazio, ex chiesa del Collegio dei Gesuiti, con bella facciata settecentesca; custodisce la venerata statua in cartapesta della Madonna dei Milici. Ai sec. XVII-XIX risale la chiesa di Santa Maria la Nova, dalle imponenti forme neoclassiche, mentre quella di San Bartolomeo ha mantenuto l'aspetto cinquecentesco e conserva un prezioso presepio napoletano in legno (1773-76) e una Deposizione attribuita a Mattia Preti (sec. XVII). Tra gli edifici civili è il palazzo Beneventano (sec. XVIII), notevole per la ricca decorazione esterna, con balconi dalle mensole figurate.§ L'economia si basa sull'agricoltura (primizie ortofrutticole, coltivate in serra, cereali, agrumi, uva da vino e mandorle), sull'allevamento (ovino, bovino e bufalino) e sulla pesca. Sviluppata è l'industria, attiva nei settori alimentare, del legno, dei concimi, dei materiali edili, delle ceramiche e delle materie plastiche. È vivace il turistico balneare, soprattutto nelle piacevoli frazioni di Sampieri e di Donnalucata, dove sorgono buone strutture ricettive.§ Per le sue architetture barocche Scicli è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, insieme ad altre città del Val di Noto. L'ultima domenica di maggio si svolge la Festa della Madonna delle Milizie (o dei Milici), con la spettacolare rievocazione della vittoria dei Normanni sui Saraceni nella battaglia avvenuta nel 1091 nella piana dei Milici, nei pressi di Donnalucata. Sulla collina di San Matteo sono i ruderi dell'antico abitato, con l'ex chiesa madre di San Matteo e il castello, di origine araba.

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