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Scorpióni

sm. pl. [da scorpione]. Ordine (Scorpiones) di Artropodi Chelicerati Aracnidi molto antichi, attualmente rappresentato da circa 800 specie di dimensioni comprese fra poco più di 1 cm (Microbuthus pusillus) e oltre 22 cm (Pandinus imperator) e diffuse negli ambienti prevalentemente aridi di gran parte del mondo. La forma del corpo, schiacciata dorsoventralmente, consente loro di muoversi agevolmente sotto le pietre, fra le cortecce o fra le crepe del terreno. Notturni e predatori, presentano una sagoma caratteristica, con pedipalpiraptatori assai sviluppati e terminanti a chela e corpo costituito da una parte anteriore di forma ovale o rettangolare, rappresentata dal prosoma e dal mesosoma, e una posteriore assai allungata, il metasoma (detta impropriamente coda) terminante con un aculeo velenoso; il prosoma è ricoperto dorsalmente da uno scudo che porta al centro un paio di occhi grandi e da quattro a dieci occhi più piccoli lungo il margine anteriore: i cheliceri, di tre articoli, terminano a chela, come i pedipalpi; le zampe possiedono ciascuna un paio di unghie terminali. L'addome è differenziato in due regioni, costituite rispettivamente da sette (mesosoma) e cinque (metasoma) segmenti; il primo segmento del mesosoma porta ventralmente le aperture genitali, ricoperte da placchette; il secondo porta, sempre ventralmente, i pettini, organi sensoriali esclusivi degli Scorpioni; i segmenti dal terzo al sesto portano ciascuno un paio di spiracoli che immettono nell'apparato respiratorio. I segmenti del metasoma, che costituiscono la “coda”, sono tutti più stretti e articolati molto liberamente: ventralmente all'ultimo si apre l'ano e posteriormente si unisce il telson, occupato interamente dall'apparato del veleno; questo consta di una parte bulbosa che contiene due ghiandole e di un aculeo canalicolato e ricurvo; il veleno degli Scorpioni non è pericoloso per l'uomo, tranne quello di alcune specie dei generi Androctonus e Centruroides che, per la tossicità e la rapidità di azione, è stato paragonato al veleno dei cobra; l'effetto di queste sostanze è in genere neurotossico e provoca paralisi cardiaca e respiratoria. Le specie europee sono praticamente inoffensive, con rare eccezioni, quali Buthus, presente nell'area mediterranea, il cui veleno è pericoloso anche per l'uomo per la sua reazione neurotossica. Gli Scorpioni sono immuni verso il loro veleno. Essi si alimentano di invertebrati, che localizzano attraverso le vibrazioni del substrato per mezzo di peli tarsali e particolari organi di senso; le prede vengono catturate con i pedipalpi e trafitte con l'aculeo, che può essere spinto dal metasoma, ripiegato dorsalmente, fin oltre la parte anteriore del corpo; in quanto legati alla predazione, lo sviluppo dei pedipalpi e la tossicità del veleno sono correlati, con pedipalpi più forti nelle specie che producono veleno meno attivo e viceversa. Le prede vengono smembrate dai cheliceri con l'aiuto dei segmenti basali (coxe) dei pedipalpi. La respirazione si compie per mezzo di quattro paia di polmoni a libro e l'escrezione tramite un paio di ghiandole coxali e un paio di tubuli malpighiani. Il sistema nervoso degli Scorpioni presenta il minor grado di fusione fra gli Aracnidi, conservando, in aggiunta alle masse cerebrali, sette coppie di gangli ventrali ben separati. Gli organi di senso includono gli occhi, non molto efficienti, e i pettini, di cui si è già detto, oltre a peli sensoriali, recettori tattili e di vibrazioni, e particolari organi a fessura, detti organi liriformi, alcuni dei quali hanno probabilmente funzione propiocettiva e altri sono recettori di vibrazioni. Gli Scorpioni presentano scarso dimorfismo sessuale, con maschi in genere più grandi delle femmine e provvisti di spine sulle placchette genitali; la fecondazione avviene tramite spermatofore ed è preceduta da un elaborato corteggiamento durante il quale il maschio trattiene la femmina con i pedipalpi e la spinge avanti e indietro o in circolo come in una danza; il corteggiamento può durare molte ore o alcuni giorni. A un certo punto il maschio depone una spermatofora sul terreno e vi spinge sopra la femmina; questa, urtando un particolare processo aliforme della spermatofora, ne provoca l'apertura sì che lo sperma possa penetrare nelle sue vie genitali. Gli Scorpioni sono ovovivipari o vivipari, nel secondo caso con uova che si sviluppano a stretto contatto delle pareti di diverticoli dell'ovario ed embrioni che, attraverso una sorta di placenta, assorbono alimenti direttamente dalla madre. La gestazione può durare parecchi mesi; i neonati, da poche unità ad alcune decine, trascorrono il primo periodo arrampicati sul dorso della madre, poi, dopo alcuni giorni, compiuta la prima muta, se ne distaccano progressivamente, raggiungendo la maturità sessuale circa un anno dopo. Una specie, Tityus serralutus, si riproduce eslusivamente per partenogenesi. L'ordine degli Scorpioni è suddiviso in sei famiglie: Botriuridi, Cactidi, Butidi, Veiovidi, Diplocentridi, Scorpionidi. Più di 300 specie appartengono alla famiglia dei Butidi, tra di esse si ricordano Androctonus australis, di colore giallo-aranciato, che vive nell'Africa settentrionale, dove è temutissimo per la puntura spesso mortale; Buthus occitanus, lungo sino a 8-9 cm, di colore giallastro, che vive nella Francia meridionale e in talune zone dell'Italia meridionale, dove è stato probabilmente introdotto dall'uomo. Numerosa è anche la famiglia Cactidi, comprendente anche due generi europei, Euscorpius e Belisarius: Euscorpius italicus, lungo sino a 5 cm ca., è lo Scorpione più noto in Italia anche perché, a motivo delle sue dimensioni, punge più dolorosamente delle altre specie nostrane; si rinviene frequentemente nei locali bui e umidi, quali cantine e magazzini, dove conduce un'esistenza notturna; manca nelle regioni occidentali della penisola, nonché nelle isole. Presenti nel nostro Paese sono anche Euscorpius flavicaudis, Euscorpius carpathicus ed Euscorpius germanus. Nei Pirenei si rinviene la specie Belisarius xambeni, cieca, che vive di preferenza nelle caverne. La famiglia dei Veiovidi ha una distribuzione geografica ampissima, essendo presente in America, Asia ed Europa (nel nostro continente si rinviene Iurus duforeius, di notevoli dimensioni, proprio del Mediterraneo orientale). Della famiglia dei Diplocentridi si ricorda Nebo hierochonticus, siriano; della famiglia Botriuridi, Bothriurus vittatus, brasiliano; infine alla famiglia degli Scorpionidi appartiene il più grande scorpione conosciuto, Pandinus imperator, africano. Gli Scorpioni, comparsi nel Siluriano, sembrano aver raggiunto il loro massimo sviluppo nel tardo Paleozoico; tra i generi principali citiamo Paleophonus, rinvenuto nei terreni siluriani della Scozia e della Svezia (isola di Gotland); Paleobuthus del Carbonifero dell'America settentrionale; Euscorpius, rinvenuto nei sedimenti carboniferi di Gran Bretagna, Cecoslovacchia e Stati Uniti. Alcuni esemplari di Scorpioni fossili terziari sono stati rinvenuti nell'ambra oligocenica del Baltico (genere Tityus); essi sono molto difficilmente distinguibili dalle forme viventi, presentando già tutti i caratteri definitivi dell'ordine.