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Sebastòpoli

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(Sevastopol'). Città della Repubblica autonoma di Crimea (Ucraina), 376.923 ab. (stima 2006).

Generalità

Situata sull'omonima baia della costa sudoccidentale della penisola di Crimea, gode di un particolare status di autonomia amministrativa. La città subì gravissimi danni sia nell'assedio del 1844-55, sia in quello del 1941-41. La ricostruzione moderna ha in buona parte mantenuto l'originario piano, di tipo ortogonale, ad anfiteatro sulla baia. Stazione terminale della ferrovia proveniente dall'interno del Paese, è un'importante base navale militare (affittata alla marina militare della Federazione russa con un accordo del 1997). Sebastopoli è anche una frequentata stazione climatica e balneare; ospita numerose istituzioni culturali, tra cui un politecnico e un importante istituto di ricerche biologiche. In russo, Sevastopol.

Storia

Fondata nel 1784 dal principe G. A. Potëmkin sul posto di un piccolo villaggio tartaro, non lontano dalle rovine dell'antica città greca detta Chersoneso Taurico, la città si sviluppò nei primi anni del sec. XIX sino a divenire una potente piazzaforte e la principale base navale russa sul Mar Nero. La sua importanza politico-militare crebbe nel corso dello stesso secolo in relazione alla crisi dell'impero ottomano (Questione d'Oriente) e soprattutto alla Questione degli Stretti, risoltasi con la sconfitta della Russia da parte di una coalizione formata dall'impero ottomano, dalla Francia, dalla Gran Bretagna e dal Regno di Sardegna. Sebastopoli fu infatti il punto focale della guerra di Crimea (1854-56), subendo nel corso del conflitto un famoso assedio protrattosi per undici mesi. Semidistrutta in quell'occasione, la città fu poi completamente ricostruita intorno alla baia. Durante la guerra civile russa (1920) ospitò il quartier generale delle forze militari antibolsceviche capeggiate dal generale P. N. Vrangel. La città subì due duri assedi anche durante la seconda guerra mondiale: il primo da parte dei Tedeschi (ottobre 1941-luglio 1942), che riuscirono dopo 250 giorni a scacciare dalla città le forze sovietiche; il secondo da parte dei Sovietici che, nella loro offensiva invernale del 1943-44, attaccarono la Crimea e piegarono la resistenza tedesca intorno alla città dopo violentissimi combattimenti (9 maggio 1944). Dopo lo scioglimento dell'Unione Sovietica (1991), la città fu al centro della controversia russo-ucraina sulla flotta del Mar Nero di stanza nel suo porto. All'accordo siglato tra i due Paesi nel 1992, che prevedeva il comando congiunto della flotta, seguì nel 1995 un nuovo accordo che portò alla spartizione della flotta stessa. § Durante la guerra di Crimea, la città venne circondata dalle forze anglo-franco-turche che nella battaglia dell'Alma (20 settembre 1854) avevano respinto il grosso dell'esercito russo. Sebastopoli era mal fortificata e insufficientemente presidiata; ma l'abilità dell'ingegnere militare E. I. Totleben riuscì in poche settimane a rimediare alla debolezza della difesa, mentre buona parte dell'esercito russo minacciava nuovamente da nord gli assedianti. L'investimento della piazza procedette da SE; gli alleati ricevevano rifornimenti e rinforzi dal piccolo porto di Balaklava. Il primo attacco alla città fu lanciato il 17-18 ottobre, senza successo. Il 25 ottobre l'esercito russo di terra cercò di attaccare Balaklava, ma fu respinto. Ancor più dura, 10 giorni dopo, fu la battaglia di Inkerman, vinta dalle forze alleate. Sopravvenne un inverno rigido, durante il quale la mancanza di viveri e il colera moltiplicarono le perdite su entrambi i fronti. Un attacco generale degli alleati alla città (18 giugno 1855) non ebbe buon esito. I Russi tentarono di attaccare le retrovie alleate alla Černaja Rečka (fiume nero) il 16 agosto, venendo respinti anche grazie all'intervento delle truppe del Regno di Sardegna. L'8 settembre si ebbe l'assalto finale. La città, incendiata e pressoché distrutta, fu abbandonata dai russi. Con la presa di Sebastopoli si concluse la guerra, costata perdite elevatissime a entrambi gli eserciti.

Arte

Distrutta durante la guerra di Crimea e nuovamente devastata durante la seconda guerra mondiale, la città annovera tra i pochi edifici antichi superstiti la Banchina del Conte e la chiesa dei santissimi Pietro e Paolo (1846-48), entrambi di gusto neoclassico. Il Museo Archeologico conserva notevolissimi reperti della città greca di Chersoneso. Il Museo dell'Arte presenta una ricca collezione di opere ucraine e russe dall'Ottocento a oggi, affiancata da opere italiane, fiamminghe e francesi secentesche e settecentesche.

Economia

La città è dotata di un attivo porto peschereccio ed è sede di industrie cantieristiche, alimentari, dei materiali da costruzione, conciarie e del mobile. Rilevante nell'economia locale è il turismo.