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Segonzano

comune in provincia di Trento (23 km), 660 m s.m., 20,76 km², 1438 ab. (segonzanesi), patrono: Madonna Ausiliatrice (24 maggio).

Centro esteso sul versante sinistro della val di Cembra; sede comunale è Scancio. Popolato anticamente, appartenne dopo il Mille ai principi-vescovi di Trento, che nel 1216 concessero a Rodolfo Scancio di costruirvi il castello; dopo contrasti con i conti di Tirolo, nel 1535 Bernardo Clesio lo diede in feudo ai Prato.§ Nella frazione Scancio-Saletto la parrocchiale della Santissima Trinità, tardogotica ma rimaneggiata, conserva un altare ligneo scolpito e un dipinto dei sec. XVI-XVII. I ruderi del castello di Segonzano, distrutto dai francesi nel 1796, s'innalzano su una rupe porfirica.§ L'economia locale si basa sull'agricoltura (cereali, ortaggi, uva e foraggi), la silvicoltura, l'allevamento (bovino, ovino e caprino), che alimenta una vivace attività casearia, e il comparto manifatturiero, attivo nel settore del legno (imballaggi). In espansione il turismo naturalistico ed escursionistico per la crescente valorizzazione, nella valle del rio Regnana, delle piramidi di terra dette “omeni di Segonzano”, dovute all'erosione dell'acqua di ruscellamento.

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