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Senorbì

comune in provincia di Cagliari (41 km), 199 m s.m., 34,35 km², 4419 ab. (senorbiesi), patrono: san Basilio (14 giugno).

Centro situato nella Trexenta, tra i rii Cannisoni e Arai. Fu capoluogo della curatoria della Trexenta, compresa nel Giudicato di Cagliari (sec. XI), e alla divisione a opera dei pisani, nel 1258, fu assegnato ai Visconti di Gallura. Possesso nei sec. XIV-XV degli Aragonesi, cui subentrarono gli spagnoli nel 1479, fu incluso alla fine del Quattrocento nella Contea di Villasor, di cui seguì le sorti fino all'abolizione dei feudi (1839).§ La parrocchiale di Santa Barbara, completata nel Seicento, conserva della struttura originaria il campanile in stile gotico aragonese e arredi sei-settecenteschi. Il Museo Civico Archeologico “Sa Domu Nosta”, ospitato in casa padronale ottocentesca, raccoglie reperti e manufatti provenienti dai dintorni e databili dal Neolitico al Medioevo.§ L'economia si basa sull'agricoltura, con coltivazioni di cereali, ortaggi, olivi e viti, con produzione di vini pregiati, e sull'allevamento ovino e caprino. La piccola industria opera nei settori edile, dei serramenti, delle carpenterie in legno e in metallo e dei materiali da costruzione.§ Nelle campagne intorno al paese sorge la cappella romanica di Santa Mariedda o Santa Maria di Segolaj (sec. XIII-XIV), con una semplice facciata con archetti pensili e un grande campanile a vela.

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