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Sententiae Pauli

opera in 5 libri, attribuita al giureconsulto Giulio Paolo, ma con ogni probabilità composta alla fine del sec. III o all'inizio del sec. IV. È giunta a noi incompleta, tramite la, i Digesti di Giustiniano e varie opere di scuola. Assieme alle Regulae Ulpiani, è un esempio tipico del bisogno di semplificazione della giurisprudenza romana, bisogno che fu particolarmente avvertito dopo che Antonio Caracalla (212) estese la cittadinanza romana ai peregrini viventi nei territori dell'Impero.

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