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Sermonéta

comune in provincia di Latina (17 km), 257 m s.m., 44,93 km², 6620 ab. (sermonetani), patrono: san Giuseppe (19 marzo).

Centro sul versante occidentale dei monti Lepini. Di probabile origine romana, appartenne alla Chiesa, fu feudo degli Annibaldi e poi sempre legato alla famiglia Caetani. § Alla metà del sec. XIII risale l'imponente castello Caetani, trasformato in fortezza da Antonio da Sangallo il Vecchio agli inizi del Cinquecento; le cosiddette “Camere Pinte” conservano affreschi realizzati nel sec. XV nello stile del Pinturicchio. La cattedrale di Santa Maria (sec. XIII) presenta un atrio ad archi gotici e un campanile con cinque ordini di bifore; l'interno, strutturato secondo lo stile delle basiliche romaniche e più volte rimaneggiato, custodisce la Madonna degli Angeli di Benozzo Gozzoli e affreschi e tavole dei sec. XVI-XVIII. Nella chiesa di San Michele si trovano opere di Girolamo Siciolante (1521-1580), che a Sermoneta nacque, prendendone il nome. Si segnalano inoltre il palazzo quattrocentesco che ospita il comune e alcune case-torri. Nei dintorni sorge l'abbazia di Valvisciolo, eretta in calcare locale da monaci greci nel sec. VIII e ricostruita dai Cavalieri Templari nel sec. XIII in stile gotico-cistercense: comprende una chiesa e un grande monastero, con chiostro a pianta quadrata. § L'agricoltura produce cereali, uva, olive e frutta (soprattutto kiwi); si pratica l'allevamento ovino e caprino (con produzione di formaggi tipici). L'industria opera nei settori chimico-farmaceutico, meccanico, alimentare e tessile; attivo l'artigianato del legno, del ferro battuto e della ceramica. Rilevante il ruolo del turismo, attratto da sagre e manifestazioni e dai resti della vicina Ninfa.