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Serpòtta, Giàcomo

scultore italiano (Palermo 1656-1732). Considerato la personalità di maggior rilievo nell'ambito della scultura barocca siciliana, fu iniziato alla scultura dal padre Gaspare (m. 1699), compiendo poi la sua formazione nei probabili soggiorni a Napoli e a Roma. Nella sua opera, legata per molti aspetti alla tradizione locale, si ritrovano infatti echi del barocco napoletano e romano, nonché della pittura fiamminga (A. Van Dyck), ma interpretati in una visione personalissima di grande freschezza inventiva e delicatezza di esecuzione. Attivo a Palermo prevalentemente nella decorazione di oratori (di S. Zita, 1686-88 e 1711-18; del Rosario in S. Domenico, 1714-17; di S. Caterina all'Olivella, 1722-26) e di chiese (di S. Francesco d'Assisi, 1723; di S. Agostino, 1726-28), predilesse l'uso dello stucco, svolgendo le sue immagini plastiche su pareti e cornici in un armoniosissimo diramarsi scenografico di figure, riquadri, putti, allegorie e ornamenti che determinano un'atmosfera di grazia e di leggerezza già molto vicina al gusto rococò.

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