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Severino, Emanuèle

filosofo italiano (Brescia 1929). Tra i più interessanti pensatori italiani, occupa un posto particolare nella filosofia contemporanea per la sua posizione denominata anche neoparmenidismo. Ha elaborato un sistema filosofico che rilegge in modo del tutto nuovo l'intera storia della metafisica, vista come alterazione dell'essere. Professore ordinario dal 1970 di filosofia teoretica all'Università di Venezia, dal 1970 a 1988 è stato direttore dell'Istituto di studi filosofici del dipartimento di filosofia presso la stessa università. Collabora al Corriere della Sera ed è accademico dei Lincei. Della sua vastissima produzione di opere e saggi tradotti in varie lingue ricordiamo tra gli altri: Heidegger e la metafisica (1950), Il problema della storia (1953), La metafisica classica e Aristotele (1956), Studi di filosofia della prassi (1962), Ritornare a Parmenide (1964), Essenza del nichilismo (1972), Legge e caso (1979), Destino della necessità (1980), A Cesare e a Dio (1984), Nietzsche e Gentile (1987), La specializzazione scientifica e il nulla (1990), Pensieri sul Cristianesimo (1995), Il declino del capitalismo (1995), Cosa arcana e stupenda. L’Occidente e Leopardi (1998), L’anello del ritorno, Il destino della tecnica e Crisi della tradizione occidentale, tutti del 1999, La legna e la cenere. Discussioni sul significato dell'esistenza (2000), La gloria. Risoluzione di 'Destino della necessità' (2001), Il mio scontro con la chiesa (2001), Tecnica e architettura (2003) e Dall'Islam a Prometeo (2003), Nascere. E altri problemi della coscienza religiosa (2005), Il muro di pietra (2006). È anche autore dei tre volumi di storia della filosofia La filosofia antica (1990), La filosofia moderna (1991) e La filosofia contemporanea (1992).