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Sfeniscifórmi

sm. pl. [da sfenisco+-forme]. Ordine (Sphenisciformes) di Uccelli comprendente la sola famiglia degli Sfeniscidi, con poche specie comunemente note con il nome di pinguini. Presentano un aspetto assolutamente inconfondibile, soprattutto per la stazione pressoché eretta che il loro corpo può assumere, a causa dello spostamento delle zampe in posizione posteriore. Tutta la struttura del corpo rende gli Sfenisciformi ottimi nuotatori ed eccezionali pescatori, certamente gli uccelli meglio adattati alla vita acquatica. Si vedano in particolare la forma affusolata del corpo, gli arti anteriori, larghi e appiattiti, che funzionano come delle pinne, consentendo un nuoto rapido e agile; la coda, appiattita e triangolare con funzione di timone; il piumaggio, singolarissimo, costituito da brevi penne che formano uno spesso mantello impermeabile su tutto il corpo; il becco lungo, diritto, a bordi affilati, ideale per afferrare i pesci; la lingua munita di punte cornee rivolte all'indietro, che impediscono alla preda di fuggire; lo spesso pannicolo adiposo sottocutaneo, che protegge l'animale dalle rigidissime temperature ambientali. Per quanto riguarda gli arti posteriori, essi sono muniti di quattro dita, tutte rivolte in avanti, di cui tre unite da un'ampia membrana; fungono da organo propulsore e contemporaneamente da timone. Le loro dimensioni variano tra 40 e 115 cm di lunghezza totale. Gli Sfenisciformi conducono un'esistenza acquatica, portandosi sui litorali in concomitanza con la riproduzione e l'allevamento dei giovani. Estremamente socievoli e gregari, costituiscono colonie formate da un grande numero di individui. La loro area di distribuzione è tipicamente limitata all'emisfero australe e comprende le coste del continente antartico, di America, Africa e Australia meridionale, e la Nuova Zelanda. Le isole Galapagos indicano il limite settentrionale di tale distribuzione.

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