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Shinohara, Kazuo

architetto giapponese (Numazu, prefettura Shizuoka, 1925-Kawasaki 2006). Dopo la laurea presso il Dipartimento di architettura dell'Istituto di tecnologia di Tokyo (1953) ha insegnato nello stesso istituto (professore emerito dal 1986), e in seguito a Yale (1984) e Vienna (1986). Nel 1972 ha ricevuto il premio dell'Istituto di architettura giapponese, mentre nel 1988 è stato nominato membro onorario dell'American Institute of Architects. La concezione dell'architettura di Shinohara risente solo in parte dell'influsso del Gruppo Metabolism, all'interno del quale è avvenuta la sua prima formazione visuale: nel tempo l'architetto ha elaborato forme molto personali, ai limiti dell'anarchia. Nella produzione di Shinohara, rivolta da principio a case d'abitazione di modeste dimensioni e in buona parte limitata al Giappone, è possibile individuare un periodo di attenzione alla tradizione giapponese (casa Kugayama, Tokyo, 1954, casa di Karuizawa, 1963), di cui vengono mantenuti materiali naturali e tecniche edilizie. Dal 1970 le forme e i materiali della tradizione vengono abbandonati, a favore di una forte astrazione geometrica della composizione spaziale; esempi eclatanti di questa fase produttiva sono i progetti per le abitazioni private note come Casa Incompleta a Tokyo (1970) e Casa Cubica a Kawasaki (1970). In seguito, dal 1975 al 1980, anche il simbolismo è stato abbandonato, per lasciare spazio a una completa libertà progettuale, che raggiunge il proprio apice nella Casa di Uehara (1976). Nel 1986-87 Shinohara, considerato il più originale tra gli architetti giapponesi contemporanei, ha realizzato la propria opera più nota nel mondo, la sala del Centenario all'Istituto di tecnologia di Tokyo, uno spazio d'incontro per i frequentatori dell'istituto, che domina la città dall'alto di una torre costituita dalla giustapposizione di un semicilindro e di un cubo. Altri progetti di fama internazionale sono la struttura K2 di Osaka e la sede della polizia a Kumamoto. Shinohara ha pubblicato alcuni testi in cui sono esposte le sue elaborazioni teoriche, che ne fanno il padre indiscusso della “teoria del caos e dell'anarchia progressiva” nella città giapponese; i più noti sono Works and Projects (1994) e Centennial Hall (1996).

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