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Shlonsky, Avraham

poeta ebreo (Kryukovo, Ucraina 1900-Tel Aviv, Israele, 1973). In Israele dal 1921, cantando in chiave realistica ed estremamente impegnata la fatica e la lotta per la ricostruzione del popolo e del Paese (Dolore, 1924; Dentro il ciclone, 1927; Canti della rovina e della consolazione, 1938) creò una poesia moderna di grande successo tra i giovani, aspra e polemica contro la poesia ormai classica di C. N. Bialik, definita velleitaria e borghese. Tale posizione mantenne anche nella sua opera di critico e di direttore di varie riviste letterarie, nonché come editore (Sifriyath po'alim, Biblioteca Operaia). Nel 1960 con la raccolta di liriche Pietre grezze ottenne il premio Bialik e nel 1967, a riconoscimento del valore di tutta la sua opera, il premio Israel. Tradusse in ebraico opere di N. V. Gogol, di A. S. Puškin e di M. Gorkij.

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