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Sicìlia, campàgna di-

operazione militare condotta nel corso della seconda guerra mondiale in Sicilia. Dopo la conquista della Tunisia (13 maggio 1943) gli Alleati fecero immediatamente partire l' "operazione Husky" (sbarco in Sicilia), quando ancora gli Stati Maggiori italiano e tedesco non avevano idee chiare circa le intenzioni avversarie. Alcuni ritenevano che le truppe angloamericane sarebbero sbarcate in Sardegna, altri che avrebbe mirato ai Balcani, mentre non si escludeva un'azione incentrata su Toscana e Liguria. La Sicilia non sembrava un obiettivo logico, in quanto si riteneva assurdo che gli Alleati – padroni del mare e del cielo – iniziassero l'attacco alla “fortezza europea” proprio partendo dalla regione più decentrata, per risalire poi tutta l'Italia. Quando fu deciso (10 giugno 1943) di iniziare l'organizzazione difensiva dell'isola era ormai troppo tardi: l'11 giugno Pantelleria si arrese agli Alleati, e due giorni dopo caddero Linosa e Lampedusa. Iniziò allora un sistematico bombardamento aereo dell'isola che si prolungò sino all'alba del 10 luglio quando, fra Licata e La Maddalena (Siracusa), ebbero inizio le operazioni di sbarco a opera del XV gruppo di armate (generale G. Alexander), della VII armata americana (generale G. Patton) e dell'VIII armata britannica (generale B. Montgomery). Il giorno successivo Augusta e Siracusa erano già saldamente in mano alleata, mentre la reazione italotedesca era bloccata dal fuoco della marina. Il 14 luglio la VII armata britannica e l'VIII americana operavano il congiungimento che assicurava loro il possesso degli aeroporti di Ragusa e di Comiso. La difesa si organizzò allora nella Piana di Catania bloccando l'avanzata di Montgomery ma non le truppe di Patton: il generale americano, sconvolgendo tutti i piani, puntò su Palermo e se ne impadronì il 22 luglio, dirigendosi poi verso Messina nell'intento di tagliare la ritirata alle truppe italotedesche. Intanto nuove forze erano sbarcate a Siracusa e a Palermo; Catania cadeva il 5 agosto. Alle forze italotedesche non rimase che la ritirata su Messina e, quindi, l'evacuazione (17 agosto) dell'isola. La campagna di Sicilia costò la perdita di 120.000 italiani, 40.000 tedeschi e 31.158 alleati.