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Sichuan

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Geografia

Provincia (488.000 km²; 84.930.000 ab. nel 1999; capoluogo Chengtu) della Cina centrale, una delle più vaste del Paese. Il territorio comprende due entità morfologiche ben distinte: a E il cosiddetto bacino dello Sichuan, percorso dallo Yangtze Kiang e dai suoi affluenti Min Jiang e Kialing Kiang, dove si addensa la maggior parte della popolazione; a W una regione montuosa, incisa dallo Yalung Kiang e dall'alto corso dello Yangtze Kiang, interessata da varie catene che si ricollegano verso N al Kunlun e che culminano a 7590 m nel monte Gongga Shan.

Economia

Le principali risorse della popolazione, in parte costituita da Tibetani e altre minoranze etniche, sono l'agricoltura (riso, kaoliang, mais, canna da zucchero, tè, tabacco, cotone, agrumi, semi oleosi), l'allevamento suino e ovino e, soprattutto, lo sfruttamento del sottosuolo; il bacino dello Sichuan è infatti uno dei più importanti distretti carboniferi del Paese, ma si estraggono anche in notevole quantità petrolio (bacino del f. Kialing), gas naturale (il 95% della produzione cinese), ferro (presso Tutai), tungsteno (a Hanyuan), rame e sale. Le industrie (siderurgiche, metalmeccaniche, chimiche, elettrotecniche e del cemento) sono ubicate nel capoluogo e nelle città di Chungking (Ch'ung-ch'ing), Luzhou e Neijiang; altre città importanti sono Wanhsien (Wanhsien), Tzekung (Tzu-kung), Wutungkiao (Wu-t'ung-ch'iao), Yibin, Nanchung (Nan-ch'ung) e Loshan (Lo-shan).

Storia

Nella remota antichità il territorio dell'odierno Sichuan fu abitato da numerose tribù tibeto-birmane, da tribù Miao e da popolazioni siniche di ceppo Han. Antiche fonti attestano che in epoca Chou vi si costituirono i regni Pa e Shu. Nel 316 a. C. la parte centrale dell'odierno Sichuan fu occupata ed annessa dal regno Ch'in. Nel sec. XIII lo Sichuan, percorso dalle truppe mongole in marcia verso il sud della Cina, subì gravissime devastazioni. L'odierna denominazione della provincia data dall'epoca della dinastia mongola Yüan (1280-1368). Sul finire della dinastia Ming (1368-1644), lo Sichuan divenne una delle basi della guerra contadina del 1628-45 guidata da Li Tzu-chêng. Durante l'insurrezione del “T'ai-p'ing” sul territorio dello Sichuan furono accerchiate e sconfitte le truppe di uno dei maggiori comandanti degli insorti, Shin Ta-k'ai. Nel 1911 a Chengtu e in numerosi distretti dello Sichuan si verificarono delle insurrezioni antimancesi, preludio dello scoppio della rivoluzione (10 ottobre) che avrebbe di lì a poco travolto la dinastia. Dalla fine del 1938 Chungking divenne la sede del governo del Kuomintang. La provincia dello Sichuan fu liberata soltanto alla fine del 1949: Chungking il 30 novembre e Chengtu il 27 dicembre.

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