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Sieyès, Emmanuel Joseph

uomo politico francese (Fréjus 1748-Parigi 1836). Si licenziò alla Sorbona nel 1772; poi prese gli ordini e ciò gli consentì, specie come deputato provinciale in Bretagna e a Orléans, di frequentare e di osservare da vicino la nobiltà e l'alto clero. Quando, tra il 1788 e il 1789, apparvero i suoi primi scritti, attirò l'attenzione dell'opinione pubblica dimostrandosi uno dei più lucidi teorici delle nuove idee e un pubblicista di prim'ordine. I suoi saggi, e in particolare Essai sur les privilèges e Qu'est-ce que le Tiers-État, ebbero grandissimo successo mentre il Plan de délibérations pour les assemblées de Baillages (diffuso a cura del duca d'Orléans e dei club massonici) costituì un modello per i successivi cahiers. Eletto deputato del Terzo Stato, fu uno dei più eminenti protagonisti dei primi passi della Rivoluzione: gli si devono il giuramento della Pallacorda (20 giugno 1789); la presentazione del principio della sovranità popolare e la premessa costituzionale relativa ai diritti dell'uomo. Il 27 settembre 1789, infine, fu ancora Sieyès a proporre l'organizzazione amministrativa della Francia in dipartimenti, secondo un principio fondamentalmente valido ancor oggi. L'Assemblea riconobbe ben presto i suoi meriti e l'8 giugno 1790 lo nominò suo presidente. Alcune sue prese di posizione (come l'ambigua difesa del re dopo la fuga di Varennes) gli alienarono i consensi e nel 1791, sciolta la Costituente, si ritirò nell'ombra. Conclusa la fase eroica della rivoluzione sorgeva l'età del diritto e Sieyès fu di nuovo in primo piano. Eletto (1795) al comitato di Salute Pubblica, si occupò di politica estera concludendo il trattato con la Repubblica Batava (Olanda). Membro dei Cinquecento, si rifiutò di entrare nel Direttorio in favore di L.-N.-M. Carnot e abbandonò anche la direzione del Ministero degli esteri. Si dedicò invece al club costituzionale, da lui fondato, dove si preparò il colpo di Stato del 18 fruttidoro (4 settembre 1797). Dopo aver sostituito J.-F. Rewbell al Direttorio, appoggiò l'ingresso in politica di Napoleone e insieme a P.-R. Ducos e allo stesso Napoleone divenne membro del Consolato nel 1799. Preparò il progetto di una nuova costituzione ma il suo lavoro non piacque a Bonaparte che modificò la bozza secondo il proprio interesse. A seguito di ciò Sieyès rassegnò le dimissioni e abbandonò l'esecutivo. Presidente del Senato, conte (1809), pari di Francia durante i Cento Giorni, fu proscritto durante la Restaurazione (1816) e si ritirò a Bruxelles. Poté tornare in Francia solo dopo la rivoluzione del luglio 1830.

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