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Sigismóndo (imperatore)

di Lussemburgo, imperatore del Sacro Romano Impero (Norimberga 1368-Znaim 1437). Figlio dell'imperatore Carlo IV e di Elisabetta di Pomerania, alla morte del padre ereditò la marca di Brandeburgo (1378), mentre nei maggiori domini subentrava suo fratello Venceslao. Grazie al suo matrimonio con Maria, figlia ed erede di Luigi I il Grande, divenne nel 1387 re d'Ungheria e come tale sostenne un'infelice guerra contro i Turchi (sconfitta di Nicopoli, 1396) e una altrettanto infelice contro Ladislao di Durazzo, re di Napoli e pretendente alla corona di Ungheria, che gli costò la perdita della Dalmazia (1402). Quando suo fratello Venceslao fu deposto (1400), aspirò a succedergli come re dei Romani (quindi imperatore), ma raggiunse lo scopo solo nel 1411, dopo la morte del rivale Roberto del Palatinato. Interessato alla fine dello Scisma d'Occidente in atto dal 1378, convocò nel 1414 il Concilio di Costanza, che effettivamente lo chiuse. Nel corso del concilio, si rese responsabile della condanna e dell'esecuzione di Jan Hus, che provocò violente reazioni, politicamente e religiosamente motivate da parte dei Cechi; perciò quando, alla morte di Venceslao (1419), egli avrebbe dovuto succedergli nel regno di Boemia (retaggio dei Lussemburgo fin dal 1310), i Cechi si rifiutarono di riconoscerlo. Ne derivò una lunga e sanguinosa guerra politico-religiosa (1420-34), una serie di “crociate”, nella quale Sigismondo si presentava come il campione dell'ortodossia cattolica contro gli hussiti eretici. Fallito sul piano militare (gli hussiti ebbero capi di grande valore, come Jan Žižka e Procopio il Grande), Sigismondo ebbe infine successo sul piano diplomatico, inasprendo fino a renderla insanabile la divisione tra i suoi avversari, una parte dei quali si riconciliò con lui, un'altra, quella più intransigente, rimasta isolata, venne sconfitta (Lipan, 1434). Poco dopo Sigismondo fu riconosciuto re di Boemia (1436). Nel corso del conflitto coi Cechi, venne in Italia e fu incoronato imperatore a Roma da Eugenio IV (1433). Per compensarli degli aiuti fornitigli durante le continue lotte, concesse a Federico di Hohenzollern il Brandeburgo (1415), a Federico I di Wettin la Sassonia (1423); in Italia, conferì il titolo di duca ad Amedeo VIII di Savoia (1415) e quello di marchese a Gian Francesco II Gonzaga signore di Mantova (1433).

Bibliografia

J. F. Böhmer, Regesta Imperii, XI, Die Urkunden Kaiser Sigmunds, Hildesheim, 1967; P. Morrel, Le siècle de Sigismond, Parigi, 1976.