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Sigismóndo I

Iagellone, detto il Vecchio (Stary), granduca di Lituania e re di Polonia (Kozienice 1467-Cracovia 1548). Sesto figlio di Casimiro Iagellone e di Elisabetta d'Asburgo, salì al trono dopo la morte del fratello Alessandro (1506) non senza opposizione. Già quasi quarantenne, colto e prudente, cercò di trovare un modus vivendi con gli avversari più pericolosi: la Russia in primo luogo, che tolse ai Polacchi Smolensk (1514), ma dovette desistere da ogni avanzata verso ovest (battaglia di Orsa, 1514); l'Austria asburgica poi, con l'imperatore Massimiliano, dapprima mal disposto verso Sigismondo I, ma divenuto via via più conciliante (Trattato di Vienna, 1515); l'Ordine Teutonico, il cui Gran Maestro, passato al luteranesimo, si dichiarava infine vassallo del re polacco (1525); e infine i Tartari e i Turchi. Fra tante difficoltà, Sigismondo I si adoperò per rafforzare il potere regio e formare un esercito permanente, ma trovò resistenza nella szlachta (piccola nobiltà), ostinata nel difendere le sue prerogative e contraria all'intrusione negli affari del regno della seconda moglie di Sigismondo I, Bona Sforza. Riuscì a imporre, come proprio successore, il figlio avuto da Bona, Sigismondo II, ma dovette cedere alla szlachta ampi poteri locali che indebolirono ulteriormente le prerogative della corona. Per quanto invisa, la moglie Bona ebbe il merito di aver incoraggiato, con Sigismondo I, lo sviluppo della cultura e dell'arte rinascimentale in Polonia.

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