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Signac, Paul

pittore francese (Parigi 1863-1935). Incoraggiato alla pittura da C. Monet e poi da A. Guillaumin e C. Pissarro, Signac maturò la sua formazione nell'ambito dell'impressionismo, proprio negli anni di crisi del movimento. A contatto con H.-E. Cross e G. P. Seurat, dopo aver figurato nel 1884 all'esposizione del primo Salon des Indépendants, Signac volse i suoi interessi alle discipline dell'ottica per tradurre scientificamente la natura della percezione e la resa dei colori, condividendo così le teorie e il metodo di pittura (pointillisme) elaborato dall'amico Seurat per una visione esatta, fondata sulla divisione dei toni; nacque così il divisionismo o neoimpressionismo, di cui Signac fu il teorico (al 1899 risale il suo saggio D'Eugène Delacroix au néo-impressionnisme). Anche se apparentemente nel suo primo periodo divisionistaSignac mostrò, a differenza di Seurat, una maggiore libertà nella costruzione pittorica (Portrieux, 1888, Otterlo, Rijksmuseum Kröller-Müller), è nei vari acquerelli eseguiti nel corso di frequenti viaggi che si ritrovano le qualità più genuine dell'arte di Signac, proprio per l'immediatezza dell'“impressione”, con cui egli seppe cogliere alcuni paesaggi di mare (Il porto di Saint-Tropez, 1894, Saint-Tropez, Musée de l'Announciade). Nella produzione più tarda Signac fece uso di una tecnica divisionista più rigorosa, che nonostante le forti accensioni del colore riesce peraltro fredda, tutta scoperta nel suo meccanismo tecnico (L'entrata del porto di Marsiglia, 1911, Parigi, Musée National d'Art Moderne). Tra i suoi saggi d'arte si ricordano uno studio monografico su J. B. Jongkind e un Diario (soltanto in parte pubblicato).

Bibliografia

C. Besson, Paul Signac, Parigi, 1935; J. Rewald, Paul Signac, in “Dictionnaire de la peinture moderne”, Parigi, 1954; I. Adrion (a cura di), Catalogo della Mostra di P. Signac a Parigi, Parigi, 1963; B. Van Grünigen, De l'Impressionisme au Tachisme, Basilea, 1964; R. L. Herbert, Neo-Impressionism, Catalogo dell'esposizione al Solomon Guggenheim Museum di New York, New York, 1968.

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