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Signoret, Simone

nome d'arte dell'attrice cinematografica francese S. Kaminker (Wiesbaden 1921-Autheil, Normandia, 1985). Segnalata nel 1946 quale interprete d'avvenire, si affermò con Dédée d'Anvers (1948) in un personaggio di mondana, poi ripreso e perfezionato in La ronde (1950) e soprattutto in Casco d'oro (1952), dove diede vita a un ritratto splendidamente intenso. Grande e aggressiva signora del cinema francese, approfondì le sue doti drammatiche negli anni Cinquanta del secolo scorso, specie in Teresa Raquin (1953), Le vergini di Salem (1957) dal Crogiolo di A. Miller precedentemente recitato in teatro (1954), e La strada dei quartieri alti (1959) con cui vinse l'Oscar e il premio del Festival di Cannes. Altri film: I diabolici (1955), Adua e le compagne (1960), Il giorno e l'ora (1963), Parigi brucia? (1966), La confessione (1970); e, negli anni Settanta, Le chat con J. Gabin, L'evaso e Les granges brûlées con A. Delon, Rude journée pour la reine di R. Allio, Police Pythom 357 con il marito Y. Montand (1975). Largo e meritato successo incontrarono le sue memorie apparse nel 1977 con il titolo La nostalgie n'est plus ce qu'elle était. Diede poi due autorevoli caratterizzazioni da protagonista in due film di M. Mizrahi, La vita davanti a sé (premio César, 1978) e Mia cara sconosciuta (1979). Nel 1984 pubblicò il romanzo Adieu Volodia, storia drammatica e toccante di un ebreo travolto dalla seconda guerra mondiale, rivelandosi eccellente scrittrice.

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