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Silànus

comune in provincia di Nuoro (45 km), 432 m s.m., 48,04 km², 2394 ab. (silanesi), patrono: sant’ Antonio Abate (17 gennaio).

Centro del Marghine, situato ai piedi del monte Arbo. Sorto in una zona popolata dalla preistoria, come testimoniano numerosi reperti nuragici, appartenne nel Medioevo al Giudicato di Torres (sec. XI), quindi a quello d'Arborea (sec. XIV). Alla caduta di quest'ultimo (1410) fu inglobato nel Marchesato di Oristano, poi passò agli Aragonesi (1478). Nel sec. XVIII i Savoia lo infeudarono ai Pimentel e nel 1839, con l'abolizione dei feudi, fu riscattato dal demanio.§ La chiesa di San Lorenzo, che sorge nella parte alta del paese, risale al sec. XII e fu costruita forse per iniziativa dei monaci cistercensi dell'abbazia di Santa Maria di Corte di Sindia; l'edificio, in stile romanico-gotico pisano, conserva resti di affreschi del Trecento.§ L'economia si basa sulle tradizionali attività agricole e di allevamento di ovini e caprini, affiancate da imprese industriali attive nei settori tessile e alimentare.§ Nei dintorni si trova il complesso monumentale di Santa Sabina, costituito da un nuraghe, da un pozzo sacro, da una “tomba dei giganti” e dalla chiesa di Santa Sabina, edificata attorno al Mille in uno stile che non ha altro riscontro nell'isola, in quanto riprende in epoca bizantina gli elementi architettonici romani: l'impianto è a tre vani, quello centrale cilindrico e i due laterali rettangolari, tutti con absidi semicircolari.

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