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Simmel, Georg

filosofo e sociologo tedesco (Berlino 1858-Strasburgo 1918). Studioso di estetica e di filosofia della storia e docente presso le università di Berlino e Strasburgo, è stato uno dei fondatori della sociologia in Germania, contribuendo a definire l'autonomia e la specificità di questa disciplina rispetto alle altre scienze sociali. In una prima fase del suo pensiero cercò di conciliare le istanze della filosofia di I. Kant con il positivismo evoluzionistico di autori come H. Spencer e C. Darwin ma in seguito, con la crisi del positivismo, si accostò alle posizioni dei neokantiani e alla filosofia dei valori di W. Windelband e H. Rickert. In questa fase, pur presupponendo forme e valori ideali (le “categorie”) che ordinano i dati empirici del mondo fenomenico, prevalse nel pensiero di Simmel una tendenza relativistica. Si discostò infatti dall'assolutismo neokantiano e, contro le teorie dei grandi sistemi e contro la tendenza a considerare unico e irripetibile ogni accadimento storico (e perciò mai generalizzabile in chiave sociologica), Simmel affermò il concetto di interazione come elemento portante della stessa struttura sociale: un gruppo sociale (una famiglia, un partito politico, una comunità religiosa ecc.) è tale in quanto esprime e raccoglie significati e rapporti “sedimentatisi” nel tempo attraverso interazioni fra i suoi componenti. Di qui il metodo della sociologia formale, attenta a cogliere la specificità delle situazioni e, insieme, gli elementi ricorrenti e comparabili di ogni sistema d'interazione (per esempio una relazione “clientelare” abbastanza simile è rinvenibile in sistemi politici assai lontani nel tempo e nello spazio e assai differenti culturalmente). A variare sono le situazioni in cui le relazioni formali si producono. Analogamente, determinati tipi sociali (celebre è la rappresentazione dello “straniero”) vengono percepiti e interpretati in maniera simile da società e contesti molto differenti. Nell'ultima fase del suo pensiero, Simmel tese a superare il relativismo delle precedenti posizioni. La molteplicità delle forme individuali viene infatti ricondotta alla “vita”, intesa come matrice comune che nel suo incessante fluire origina e riassorbe in sè ogni manifestazione. L'influsso di Simmel, che ebbe tra i frequentatori delle sue lezioni berlinesi personaggi come E. Bloch, G. Lukács, M. Buber e R. Pannwitz, è stato notevole sia sul pensiero filosofico che su quello sociologico. Importanti sono anche i contributi di Simmel alle teorie del conflitto e assai originale la sua analisi della formazione di un'economia monetaria proposta come alternativa alla teoria del valore di K. Marx. Fra le sue opere: Einleitung in die Moralwissenschaft (1892-93; Introduzione alla scienza morale), Philosophie des Geldes (1900; Filosofia del denaro), Kant (1904), Soziologie (1908), Goethe (1913), Grundfragen der Soziologie (1917; Problemi fondamentali della sociologia).

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