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Siracusa (provincia)

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provincia della Sicilia, 2109 km², 400.764 ab. (stima 2007), 141 ab./km², capoluogo: Siracusa. Comuni: 21. Sigla: SR.

Generalità

È la meno estesa e una delle meno popolate tra le province siciliane. Confina con le province di Catania e Ragusa, e occupa la parte sudorientale della regione, estendendosi a comprendere la cuspide meridionale della Sicilia fino all'isola delle Correnti, considerata il punto di separazione simbolico tra il mar Ionio e il canale di Sicilia, sui quali la provincia si affaccia rispettivamente a E e a S.

Territorio

Il territorio, prevalentemente collinare, corrisponde all'intero versante orientale della regione montuosa dei monti Iblei, che raggiungono il loro vertice altimetrico nel Siracusano con il monte Lauro (986 m). Con una serie di piattaforme, interrotte da ripide scarpate verso NE, E e SE, gli Iblei digradano fino alla fertile piana di Catania, di cui appartiene alla provincia soltanto la sezione meridionale percorsa dal fiume Gornalunga, fino alla breve piana di Siracusa e a quella spoglia e acquitrinosa di Pachino. La costa è uniforme, tranne nella parte centrale della sponda ionica, dove le estreme propaggini orientali degli Iblei si spingono sino al mare, dando origine ad alcuni vasti e ben riparati porti naturali, come quelli in cui sorgono le città di Augusta e Siracusa. I corsi d'acqua hanno portata variabile e regime spiccatamente torrentizio; i principali sono l'Anapo e il Ciane, con le rive orlate da rare piante di papiro, il Lentini, il Cassibile, l'Asinaro e il Tellaro. Le principali problematiche ambientali riguardano, oltre al rischio sismico, che ha spesso arrecato vari danni agli abitati, l'inquinamento, concentrato soprattutto nella zona del polo industriale Augusta-Priolo-Siracusa e nel circondario, e la presenza, nonostante lo splendido litorale, di vari tratti di costa non balneabili. Numerose le aree protette istituite a salvaguardia delle bellezze paesaggistiche e naturalistiche del territorio, quali la Riserva Naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa, con la Fonte Ciane, dalle mitiche origini; l'Oasi Faunistica di Vendicari, con i cosiddetti “pantani”, complesso di acquitrini salmastri di elevato valore ambientale; le riserve naturali Grotta Monello, Grotta Palombara e Cavagrande del Cassibile, caratterizzate da fenomeni carsici. Le condizioni climatiche sono tipicamente mediterranee, con inverni miti e piovosi, ed estati asciutte e calde, ma mitigate dalla brezza marina. Le escursioni termiche sono assai meno ampie sui rilievi collinari, dove gli inverni permangono miti e le estati sono alquanto fresche. Le precipitazioni sono copiose sui rilievi, moderate nelle aree meno elevate e concentrate normalmente nei mesi invernali. Il processo demografico, caratterizzato da una fase di contrazione, è regolato e condizionato quasi esclusivamente dal saldo negativo del movimento naturale della popolazione, non integrato da flussi di immigrati, che permangono piuttosto esigui; a ciò si aggiunge un movimento migratorio verso altre province e verso il continente modesto se paragonato ad altre realtà isolane. Nell'ambito provinciale sono rilevanti i trasferimenti dalle aree a economia prevalentemente agricola e pastorale dell'interno, dai redditi alquanto esigui, verso le zone pianeggianti, dove sorgono i centri economicamente più sviluppati. Si va quindi accentuando sempre più lo squilibrio nella distribuzione della popolazione, che si raccoglie principalmente nel capoluogo, dove risiede circa un terzo degli abitanti della provincia, ma anche nei centri di Augusta, Avola, Lentini, Noto, Pachino e Rosolini. Dal punto di vista viario la provincia soffre di una certa arretratezza, a causa della mancanza di una rete autostradale (è in fase di realizzazione l'autostrada Catania-Siracusa-Gela, di cui nel 2004 era percorribile soltanto il tratto Siracusa-Cassibile). Il principale asse viario è rappresentato dalla SS 114 Orientale Sicula, che collega Siracusa con Catania; dal capoluogo ha origine la SS 115 Sudoccidentale Sicula, che, correndo lungo la costa meridionale della regione, giunge fino a Trapani. Per quanto attiene ai trasporti ferroviari la provincia è attraversata dalla linea Messina-Catania-Siracusa ed è collegata a Roma, Milano e al Nordest da treni a lunga percorrenza. Dal porto di Siracusa sono attivi collegamenti con Malta.

Economia

Fiorente è l'agricoltura, con produzione di agrumi (arance e limoni, soprattutto nel circondario di Lentini e Carlentini), ortaggi, mandorle e olive nelle aree pianeggianti e collinari più fertili (specialmente nella zona di Noto e Avola); altrove sono coltivati i cereali ed è praticato l'allevamento di bovini e ovini. Diffusa è la pesca, in cui primeggiano Portopalo di Capo Passero, Avola e Marzamemi, con attrezzate flotte pescherecce. Per quanto riguarda le attività produttive, un ruolo di rilievo è svolto dal polo industriale di Augusta-Priolo-Siracusa, una delle zone industriali più attrezzate della Sicilia, e in particolare da Augusta, investita – a partire dagli anni Cinquanta del Novecento – da un vasto processo di industrializzazione. Tra gli impianti attivi prevalgono quelli della raffinazione del petrolio, che in grande quantità giunge ad Augusta e a Santa Panagia, quelli chimici, termoelettrici, meccanici, del cemento e dei materiali da costruzione, affiancati da imprese di trasformazione dei prodotti e sottoprodotti delle industrie maggiori, e di costruzione e manutenzione degli impianti. Rientra nel territorio provinciale il distretto industriale di Pachino, relativo alla produzione del pomodoro (tra cui il ciliegino) e dei meloni, che sconfina anche nella provincia di Ragusa. Discretamente sviluppato è il terziario, concentrato soprattutto nel capoluogo, ma anche ad Augusta, grazie al suo porto e alla presenza di una importante base della Marina Militare Italiana; oltre alle attività tradizionali (amministrazione, commercio ecc.) e a quelle che offrono servizi ausiliari alle imprese industriali, è in crescita il terziario avanzato. Il turismo, sia quello balneare (Brucoli, Agnone Bagni, Marina di Avola, Lido di Noto, Vendicari, Marzamemi, isole di Capo Passero e delle Correnti), sia quello culturale (in cui primeggia Noto, dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO insieme ad altri centri del Val di Noto), sia quello archeologico (Siracusa, Pantalica, Noto Antica, Leontinoi, Megara Iblea, Akrai, Thapsos), è in crescita, grazie allo sviluppo di più adeguate strutture ricettive, anche se risente della mancanza di una rete viaria più funzionale.