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gruppo artistico americano (Site è una sigla che sta per Sculpture in the Environment) formatosi a New York nel 1970 il cui teorico e responsabile dell'impostazione dei progetti è J. Wines, scultore di formazione fino al 1968. Del gruppo fanno parte la poetessa A. Sky, la fotografa M. Stone e l'architetto J. Weinstein. La sede del gruppo è dal 1984 al Greenwich Village di New York. Le prime realizzazioni dei Site nel campo dell'architettura sono quelle per la catena dei grandi magazzini Best, edifici costruiti ex novo o decorazioni fortemente caratterizzanti su anonimi capannoni (Peeling Project, Richmond, 1972; Cutler Ridge Showroom, Miami, 1979; Forest Building, Henrico, 1980). Si tratta di opere “decostruite” che si presentano al passante come immobilizzate nell'atto di sgretolarsi. È una enfatizzazione della poetica della pop art rispetto all'oggetto quotidiano, ovvero il crollo del consumismo, nonostante l'edificio sia stato progettato proprio per essere esso stesso un veicolo pubblicitario di sicuro effetto. Negli anni Ottanta il gruppo si è interessato a problematiche relative alle case private (appartamento di Laurie Mallet, New York, 1985), in cui si fanno emergere dai muri sculture evocanti la storia intellettuale dei proprietari, e alla contaminazione tra natura e architettura (Inside/Outside Building, Milwaukee, 1984), ove frammenti di foresta si introducono nelle crepe delle costruzioni “affinché l'architettura non scompaia definitivamente”. Tra le opere dei Site ricordiamo inoltre il museo d'arte moderna a Francoforte (1983), la celebre Highway 86, un frammento di autostrada lungo 200 metri realizzato per l'esposizione mondiale di Vancouver del 1986, il Ponte dei Quattro continenti a Hiroshima (1989) e la piazza e il parco Ross's Landing a Chattanooga nel Tennessee (1992).

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