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Sjöberg, Alf

attore e regista svedese (Stoccolma 1903-1980). Svolse la maggior parte della carriera al Teatro Reale di Stoccolma, prima come allievo, poi come attore, e, dal 1931, come regista. Sono rimaste celebri le sue messinscene di W. Shakespeare (Come vi piace, Dodicesima notte, Mercante di Venezia, Riccardo III) e di A. Strindberg (Signorina Giulia, Erik XIV), nonché di riduzioni da romanzi di F. Dostoevskij e di C. J. Almqvist. In campo cinematografico iniziò la sua attività alla fine del muto con Il più forte (1929), avventura d'amore e di caccia al Circolo Polare Artico in stile documentaristico. Dopo una lunga pausa tornò allo schermo con due film tra loro agli antipodi: Himslapeletq (1942; Strada di ferro), un arioso poemetto allegorico scritto e interpretato da R. Lindström, che con ottica naïve, spirito pagano e ingenua religiosità ristabiliva il contatto col leggiadro mondo rurale di V. Sjöström; e Hets (1944; Spasimo, premio della Giuria a Cannes), un cupo dramma intimista di rapporti sadici e squilibri psichici, alludente al nazismo e insieme annunciante temi moderni in seguito sviluppati da I. Bergman (che infatti aveva fornito il soggetto). Due ritratti di donne furono i successivi Bara en mor (1949; Solo una madre), d'impianto naturalistico-populista, e Fröken Julie (1951; La notte del piacere), da La signorina Giulia di Strindberg, che immergeva il dramma in una cornice di cristallino espressionismo, tentando di bilanciarne la passionalità accesa con una forma gelida, in una sorta di affascinante e al contempo irritante equilibrio instabile. Eclettico, dinamico, dotato di un forte senso plastico, il cinema di Sjöberg ha conosciuto poi, nonostante le sue ricerche anche generose, un'irrimediabile involuzione. Di quest'ultimo periodo si conoscono in Italia solo Domaren (1961; Il giudice-Angeli alla sbarra), e il film tratto da Il padre (1969) di Strindberg, attraverso la Mostra di Venezia.

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