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Skelton, John

poeta inglese (Diss, Norfolk, ca. 1460-Londra 1529). Poeta laureato, già autore di liriche amorose e religiose, attirò l'attenzione del mondo letterario e della corte di Enrico VII con le traduzioni delle Epistole di Cicerone e delle Storie di Diodoro Siculo e divenne precettore del futuro Enrico VIII. Consacrato sacerdote nel 1498, fu rettore di Diss, in costante polemica con i domenicani del suo territorio, che mal sopportavano la causticità della sua lingua. Sono di questo periodo le sue satire più efficaci, tra cui si ricordano The Bowge of Court (1499; I doni della corte), un'allegoria contro i vizi della corte. Dopo l'ascesa al trono di Enrico VIII ebbe l'incarico (1512) di orator regius. Ivi scrisse la satira Against the Scots (Contro gli Scozzesi); ma i bersagli più illustri della sua vena mordace furono umanisti, ecclesiastici e il cardinale T. Wolsey, oggetto delle sue più note composizioni, quali Speke Parrot (1521; Parla il pappagallo), Collyn Clout (1521), Why Come Ye Nat to Court? (1523; Perché non venite a corte?). Lo salvò dall'ira del cardinale l'immunità di cui godeva il santuario di Westminster, in cui morì. Poeta satirico per eccellenza, dai modi spesso grossolani, Skelton seppe tuttavia trovare squisiti accenti elegiaci nel poemetto Phyllyp Sparowe (Il passero Phyllyp). È altresì autore di una morality di carattere politico, Magnyficence (1516; Magnificenza), dove il tema religioso cede a considerazioni sul buon governo. La sua poesia abbandona gli schemi della prosodia medievale per esprimersi in versi brevi e cadenzati, spesso rimati a due a due, o a tre a tre, detti appunto skeltoniani. Il lessico è un miscuglio molto vivace di parole dotte e termini gergali. Le composizioni sono in genere filastrocche, vivissime per l'immediatezza delle descrizioni, in cui già s'avvertono lo sciogliersi delle rigide forme medievali e il trapasso alla poesia elisabettiana.

Bibliografia

M. Pollet, John Skelton, Poet of Tudor England, Londra, 1971; E. Schulte, La poesia di John Skelton, Napoli, 1990.

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