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Slavici, Ioan

romanziere romeno (Siria, Arad, 1848-Panciu 1925). A Vienna, dove completò gli studi di diritto e compì il servizio militare (1869), incontrò M. Eminescu, che esercitò su di lui un influsso determinante. Dopo un breve soggiorno a Iasi divise con Eminescu, fino al 1884, la responsabilità della redazione del giornale Timpul (Il Tempo). Lasciata Bucarest, fondò a Sibiu la rivista Tribuna, che diresse per sei anni. In seguito alla posizione filoaustriaca assunta durante la guerra 1916-18, fu incarcerato lasciando testimonianza delle sue esperienze in un'interessante serie di opere autobiografiche, Il mondo attraverso cui sono passato, che comprende Le mie prigioni (1921) e Ricordi (1924), riuniti in un solo volume nel 1967. Come prosatore Slavici si affermò nel 1881 con il volume Novelle tratte dal popolo. È il mondo dei contadini transilvani, dalle passioni violente e dall'energico e paziente volere, visto da un letterato che esce dallo stesso ambiente. La raccolta comprende piccoli capolavori (Il mulino della fortuna, apparso in Italia nel 1930) e prepara la più complessa costruzione del romanzo Mara, apparso nel 1906. Slavici ha scritto anche per il teatro (Gaspar Gratiani, 1888) e ha lasciato una vasta produzione di testi, in cui si riflette, con la passione pedagogica, quella vocazione etica che è la nota dominante della sua personalità.

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