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Smith, Ian Douglas

uomo politico della Rhodesia, oggi Zimbabwe (Selukwe, Matabeleland, 1919-Città del Capo 2007). Durante la seconda guerra mondiale servì nella Royal Air Force. Membro (1948-61) del parlamento della Rhodesia Meridionale, fu tra i fondatori (1961) del Fronte rhodesiano, il partito della minoranza bianca. Divenuto primo ministro (aprile 1964), fautore della supremazia bianca e quindi di un regime razzista, ruppe con Londra proclamando unilateralmente l'indipendenza della Rhodesia (11 novembre 1965); nel 1966 usciva dal Commonwealth. Vincitore nelle elezioni del 1970 e del 1974, da quello stesso anno si trovò a dover fronteggiare una situazione estremamente grave: da una parte l'opposizione nazionalista africana (che Smith tentò di spaccare con una politica di accordi separati), dall'altra le pressioni internazionali per porre fine al governo razzista da lui presieduto. Costretto nel 1979 a rimettere il potere nelle mani della Gran Bretagna (la Rhodesia tornava così a essere provvisoriamente una colonia inglese), nelle elezioni del febbraio 1980 (le prime a suffragio universale nella storia del Paese, vinte dallo ZANU di R. Mugabe), Smith e il suo partito (ribattezzato Alleanza conservatrice) si aggiudicavano i 20 seggi parlamentari riservati ai bianchi, scesi poi a 15 nelle elezioni del 1985. Dopo la modifica costituzionale che aboliva la rappresentanza parlamentare bianca (1987), Smith usciva dalla politica attiva ma decideva di tornarvi costituendo un fronte unito delle opposizioni con N. Sithole e il vescovo A. Muzorewa (luglio 1992).

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