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Sogdiana

(greco Sogdiane; persiano Sughd), antica regione, corrispondente pressappoco agli attuali Uzbekistan e Tagikistan, i cui centri indeuropei sorsero e proliferarono dal sec. VI a. C. al sec. VIII d. C. nelle valli inferiori attorno ai due fiumi Amudarja e Syrdarja (l'Oxus e lo Iaxartes dei Greci, che gli Arabi poi chiamarono Giaihun e Saihun), al centro di complessi sistemi di canalizzazione realizzati per sviluppare l'ampiezza delle oasi poste vicine ai corsi d'acqua. Le civiltà sviluppatasi nell'area orientale dell'Asia centrale (bacino del Tarim) erano sorte sulle importanti stazioni carovaniere lungo il tracciato della Via della Seta, e il loro monopolio portò alla formazione di vere e proprie città-Stato nei territori centrasiatici dell'Ovest dove prima si era costituito il Khwarezm (Corasmia). A differenza di queste, però, la Sogdiana, pur appartenendo al medesimo fondo etnico indeuropeo, sviluppò un tipo di civiltà agraria fondata essenzialmente sulla politica delle grandi opere di irrigazione, necessarie all'economia di quelle aree che videro così instaurarsi e rinsaldarsi nel corso dei secoli dei veri e propri regni; la loro forza e continuità costituì la condizione prima per garantire piani e programmi di opere pubbliche a lunga scadenza. La fioritura della civiltà della Sogdiana fu inoltre favorita dalla sua particolare posizione geografica in una delle aree più importanti dell'Asia centrale, intreccio di intensi e vari traffici commerciali; la lingua della regione, il sogdiano, fece da tramite per incontri culturali da cui conseguirono notevoli attività artistiche e artigianali. La civiltà della Sogdiana fu l'esito di influenze diverse operate attraverso le varie dominazioni, da quella dell'Iran achemenide (sec. VI a. C.), che segna l'inizio della sua storia, a quella greca seguita alle conquiste di Alessandro, dai Seleucidi al regno greco-battriano (sec. II a. C.), subentrando poi le interferenze culturali proprie dei popoli nomadi delle steppe settentrionale (Saci e Yüeh-chih), fino alla realizzazione da parte di questi dell'impero Kuṣāṇa, la cui ricca e composita cultura segnò uno dei periodi più importanti per la civiltà della Sogdiana. Importante fu anche l'epoca di dominazione sassanide (260-360), con le sue lontane conseguenze di influenza iranica e di echi ellenistici; poi succedettero gli Hefthaliti che continuarono, per molti aspetti, caratteri della cultura Kuṣāṇa. La fine della Sogdiana iniziò nel sec. VIII con la conquista musulmana che causò la distruzione di tutto il suo patrimonio artistico. I resti dell'antica civiltà della Sogdiana sono documentati in vari centri e città fortificate, scoperti e studiati dall'archeologia russa (campagne iniziate dalla fine del sec. XIX), sviluppatisi nelle valli dello Zeravsan (Varahaša, Pajkend, Afrāsiyāb, l'antica Samarcanda, Tali-Barzu, Pjandžikent, Mug), del Syrdarja (Aq-tepe, Kaunči-tepe, Burguljuk, Muncak-tepe), dell'Amudarja (Termez, Ajrtam, Balalyk-tepe, Kalaj-mir Kaikabad-šah), del Talaš e del Ču (Taraz, Saryg, Aq-Bešim) e altri siti. Alle tracce di fondazioni e ai resti di architettura si accompagnano testimonianze di attività pittorica e scultorea ispirate spesso al buddhismo.

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