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Solarussa

comune in provincia di Oristano (11 km), 12 m s.m., 31,89 km², 2493 ab. (solarussesi), patrono: san Gregorio Magno (secondo martedì di ottobre).

Centro situato alla destra del fiume Tirso. Dal sec. XI al sec. XV fece parte del Giudicato d'Arborea, di cui seguì le vicende. Feudo regio sotto gli spagnoli, nel 1767 fu concesso dai Savoia ai Flores Nurra, marchesi d'Arcais, che lo tennero fino all'abolizione del regime feudale (1839).Il paese conserva tre antichi edifici religiosi. § La chiesetta romanica di San Gregorio Magno (sec. XIII), in conci di pietra, è preceduta da un arco con campaniletto a vela a doppia campana. Ai sec. XVII-XVIII risale l'oratorio delle Anime, in basalto; settecentesca è la parrocchiale di San Pietro Apostolo, che custodisce due dipinti coevi di Pietro Angeletti. Pittoreschi murales raffiguranti le antiche tradizioni e i mestieri locali abbelliscono alcuni luoghi del paese.§ L'economia si basa sull'agricoltura, con coltivazioni di viti (produzione di vini pregiati, soprattutto vernaccia DOC, cui in settembre è dedicata una sagra), cereali, olivi, ortaggi e alberi da frutto. Si pratica l'allevamento di ovini, caprini, bovini e bufali e sono attive aziende edili, dei materiali da costruzione, delle materie plastiche e dei manufatti in cemento, e la lavorazione artigianale del ferro, del legno e della terracotta.§ Nel territorio, di grande interesse archeologico, spicca il nuraghe di Pidighi.

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