Sonétti (U. Foscolo)

raccolta di dodici sonetti di U. Foscolo, distinti in due gruppi: i primi otto, scritti dal 1798 al 1801 e pubblicati nel 1802, e gli ultimi quattro, pubblicati nel 1803. Compiuta espressione del mondo spirituale e poetico di Foscolo, i Sonetti rinnovano la struttura del sonetto tradizionale; il discorso sintattico acquista un ampio respiro, che travalica i limiti delle pause canoniche stabilite dalle strofe e si fregia di una fluidità melodica che trascina sentimenti e immagini in un'unica onda ritmica. L'iter lirico dei Sonetti parte da una registrazione emotiva ed esacerbata dei casi personali per poi svilupparsi verso forme di più alta riflessione sulla condizione umana. Dai sonetti che risentono fortemente del modello alfieriano (Solcata ho fronte, Te nudrice alle Muse), o delle forzature ortisiane (Così gl'interi giorni, Meritamente), si passa ai quattro sonetti degli anni 1800-01 (Non son chi fui, Perché taccia, E tu ne' carmi, Che stai? già il secol), legati al ricordo di Firenze e di Isabella Roncioni, in cui sono già quasi scomparsi i compiacimenti preromantici e la cupezza scenografica; permane un tono di accesa declamazione, che vien meno nei quattro sonetti maggiori (Un dì, s'io non andrò, Forse perché, Né più mai toccherò, Pur tu copia versavi), dove il processo di mitizzazione delle esperienze personali è compiuto e sono presenti i temi dominanti di Foscolo: gli affetti familiari, l'ansia di pace, l'esilio, la poesia.

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