Questo sito contribuisce alla audience di

Sorel, Georges

pensatore francese (Cherbourg 1847-Boulogne-sur-Seine 1922). Si interessò di questioni filosofiche, di problemi religiosi e partecipò attivamente ai dibattiti intorno al marxismo. Ha collaborato a molte riviste francesi, italiane e tedesche entrando in contatto con i critici italiani del marxismo (A. Labriola, V. Pareto e B. Croce) e con organizzatori sindacali. Accettata la teoria delle classi sociali di K. Marx, la trasferì dal terreno economico a quello etico, vedendo nel proletariato l'erede della borghesia nella direzione morale della società più che in quella economica; quelle virtù borghesi che la borghesia come classe aveva perduto, egli sperò di ritrovarle e di portarle a intensità eroica nel proletariato. Anche la teoria delle ideologie fu interpretata da Sorel in modo pragmatico: le metafisiche sono influenzate dal sistema economico e dagli interessi di classe, ma si presentano anche come traduzioni astratte d'impulsi interni, grandi illusioni che dominano la vita dei popoli. Più importante sotto l'aspetto sociale è la sua funzione di teorico del socialismo rivoluzionario: egli astrae dal dato strettamente economico, che invece costituiva l'asse portante del pensiero marxista (ed ecco perché parla di “marxismo in decomposizione”) per incentrare tutta la sua teoria su di un “socialismo etico”, quasi una nuova religione, capace nella sua spinta rivoluzionaria di convertire l'umanità a un'eticità più salda e socialmente più progredita. Molla propulsiva allo spirito rivoluzionario del popolo avrebbe dovuto essere lo “slancio vitale” di bergsoniana memoria, che unito allo spirito rivoluzionario non poteva che identificarsi con la violenza, anche se purificata dall'idea. Dopo aver criticato Marx e il sindacalismo socialista, Sorel tuttavia trovò insoddisfacente il suo stesso sindacalismo rivoluzionario, ebbe in spregio la democrazia parlamentare e si ridusse a simpatizzare persino con gli ultraconservatori. Solo negli ultimi anni ritornò alle sue origini con una sincera ammirazione per la Rivoluzione russa e per N. Lenin. Tra le sue opere: L'avenir socialiste des syndicats (1898), Réflexions sur la violence (1906), La décomposition du marxisme (1907), Les illusions du progrès (1908).

Media


Non sono presenti media correlati