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Speróni, Speróne

letterato italiano (Padova 1500-1588). Studiò a Bologna, alla scuola di P. Pomponazzi, e ottenne la cattedra di filosofia e di logica nell'Università di Padova. Letterato dotto e ingegnoso, animatore della padovana Accademia degli Infiammati, godé di grande autorità come critico e fu in relazione con la corte pontificia e con gli uomini più famosi del suo tempo. Autore di numerosi trattati di scarso vigore speculativo e di gusto eclettico, Speroni è ricordato soprattutto per il Dialogo delle lingue (1542), in cui è acutamente intuita la differenza tra lingua e stile e la lingua è considerata come strumento della comunicazione scientifico-filosofica, e per il Dialogo della retorica (1542), in cui sono delineate le norme di una retorica che conferisca al volgare dignità letteraria. Vivaci polemiche suscitò la tragedia Canace (1546): scritta da Speroni in gara con l'Orbecche di G. Giraldi Cinzio e caratterizzata dal gusto del truce e del macabro, si riduce a esemplificazione arida della poetica aristotelica.

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