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Spitzer, Leo

linguista e critico austriaco (Vienna 1887-Forte dei Marmi 1960). Insegnò filologia romanza a Bonn, Marburgo, Colonia, İstanbul. Israelita, si rifugiò negli Stati Uniti, dove insegnò a Baltimora. È il maggior rappresentante della critica stilistica in lingua tedesca. Formato sul positivismo, ma con l'apporto del desaussuriano C. Bally e dell'idealista K. Vossler (dipendente a sua volta da B. Croce) e della psicanalisi, Spitzer unificò linguistica e critica, identificandone i metodi e additando in ogni autore un nucleo poetico specifico consistente in un insieme di deviazioni personali dalle norme della lingua comune. In Italia fu seguito soprattutto da B. Terracini e da M. Fubini. Le sue opere principali sono Die Wortbildung als stilistisches Mittel, exemplifiziert an Rabelais (1910; La formazione delle parole come mezzo stilistico, esemplificata in Rabelais), Aufsätze zur romanischen Syntax und Stilistik (1918; Saggi sulla sintassi e sulla stilistica romanza), Stilstudien (1928; Studi stilistici), Romanische Stil- und Literaturstudien (1931; Studi di stile e di letteratura romanza), Racine und Goethe (1933; Racine e Goethe), Linguistics and Literary History (1948; Linguistica e storia letteraria).

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