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Sraffa, Pièro

economista italiano (Torino 1898-Cambridge 1983). Insegnò economia politica a Cagliari, ma nel 1927, in opposizione al regime allora vigente, abbandonò l'Italia per accettare una cattedra a Cambridge. Fra i più significativi economisti contemporanei, Sraffa ha sviluppato le sue teorie economiche partendo da posizioni di critica al sistema marginalista. Nell'opera The Laws of Return under Competitive Conditions (1926; Le leggi della produttività in regime di concorrenza), che gli diede fama internazionale, egli dimostrò, indipendentemente da E. H. Chamberlin e da J. V. Robinson, che anche in condizioni di concorrenza perfetta ogni produttore è monopolista del proprio particolare mercato trovandosi egli di fronte non a un unico prezzo ma a un'intera curva di domanda. Nell'altra sua opera fondamentale Production of Commodities by Means of Commodities (1960; Produzione di merci a mezzo di merci) Sraffa, rifacendosi alla tradizione analitica classica del tipo ricardiano, ma evitando di utilizzare il discusso concetto di valore-lavoro, dimostrò come sia possibile descrivere un sistema in cui risultano determinati tutti i prezzi e, alternativamente, il profitto o il salario. Fu vicinissimo a Gramsci, in una lunga e affettuosa amicizia, di cui resta un interessante carteggio.

Bibliografia

M. Tiberi, La distribuzione del reddito nei modelli di sviluppo e di equilibrio economico generale, Milano, 1969; F. Botta (a cura di), Il dibattito su Sraffa, Bari, 1974; P. R. Brahmananda, Explorations in the New Classical Theory of Political Economy, Bombay, 1974; A. Roncaglia, Sraffa e la teoria dei prezzi, Bari, 1975.

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