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Stéfano II (III)

papa (m. Roma 757). La sua duplice numerazione, come quella dei successori, dipende dal fatto che molti non contano uno Stefano II, nominato prima di lui e morto dopo quattro giorni dall'elezione, senza avere avuto il tempo di ricevere la consacrazione. Con un'abile, intensa ed energica attività diplomatica gettò le basi del potere temporale. Si vuole che, per avere un fondamento legale, sia stato redatto sotto di lui (o sotto il fratello e successore Paolo I) il falso documento della donazione di Costantino. Per frenare le conquiste dei Longobardi prima cercò di trattare, ma invano, col re Astolfo, poi chiese aiuto, sempre invano, all'imperatore d'Oriente; allora si rivolse a Pipino il Breve, re dei Franchi, e si recò in Francia (754) per incoronarlo e sollecitarne l'intervento. Nel 755 Pipino venne e sconfisse Astolfo, costringendolo a restituire le conquiste; ma il longobardo non mantenne le promesse e Stefano II rinnovò le richieste di aiuto. Pipino vinse nuovamente Astolfo e ottenne un solenne atto di donazione al papa del ducato di Roma, della Pentapoli e dell'Esarcato (756). Alla morte di Astolfo (756), Stefano II pretese da Desiderio altre città dell'Emilia, tra cui Bologna.

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