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Stéfano Protonotaro

poeta italiano (Messina sec. XIII). Rimatore della scuola siciliana, sviluppata alla corte di Federico II, è solitamente identificato con il personaggio omonimo ricordato in un documento del 1261, e con uno Stefano da Messina, che tradusse dal greco al latino due trattati arabi di astronomia (Liber rivolutionum e Flores astronomiae), dedicandoli al re Manfredi; è inoltre indicato come già morto in altro testo del 1301. Delle tre canzoni che ci restano di lui, la più interessante è Pir meu cori alligrari, una tra le poche testimonianze che permettono di risalire, oltre il travestimento toscano, all'originario colorito linguistico della poesia siciliana. Grazie alla cinquecentesca Arte del rimare di Gian Maria Barbieri, il componimento è conservato infatti nella sua versione originaria, lontano da quella forma scorretta tramandata dai copisti toscani, che, testimoni di altra tradizione vocalica nell'evoluzione del latino alla lingua volgare, innovarono i testi.

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