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Stìria

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(Steiermark). Stato federato dell'Austria sudorientale, 16.392 km², 1.197.854 ab. (stima 2005), 73 ab./km², capoluogo: Graz. Confini: Austria Superiore (N), Austria Inferiore (NE), Burgenland (E), Carinzia (SW), Salisburgo (W); Slovenia (S).

Territorio

"Per la cartina geografica vedi il lemma del 18° volume." "Vedi cartina geografica vol. 21, pag. 35" Questa regione alpina condivide parte della sua storia con la confinante Slovenia. Il territorio è prevalentemente montuoso tranne a SE, dove ai piedi delle Alpi si estende fino al confine sloveno una regione collinare parzialmente ancora boscosa. Alla Stìria appartengono il settore meridionale del Salzkammergut e il versante meridionale dei Totes Gebirge, situati a N del medio corso dell'Enns, il settore orientale dei Bassi Tauri, tra il corso dell'Enns e quello della Mur, il gruppo dell'Hochschwab e le Eisenerzer Alpen tra l'Enns e il Mürz e altri gruppi montuosi, tra i quali le Seetaler Alpen, le Fischbacher Alpen, la Gleinalpe e la Koralpe. Il clima è di tipo semicontinentale, con forti escursioni termiche giornaliere e precipitazioni varianti tra gli 800 mm annui della media valle della Mur e i 2000 mm dei Totes Gebirge. Il capoluogo, Graz, è il secondo comune austriaco per ampiezza demografica e nel decennio 1991-2001 ha registrato un significativo incremento demografico (9,5%) grazie al positivo saldo migratorio. Nella sezione meridionale della Stìria vive una minoranza slovena. La maggioranza della popolazione è di religione cattolica (80%), mentre la fede protestante (5%) è particolarmente sentita nei territori di Ennstal, Salzkammergut e Graz. Città importanti, oltre al capoluogo, sono Leoben, Kapfenberg, Bruck an der Mur, Knittelfeld, Köflach, Eisenerz, Mürzzuschlag e Fohnsdorf. Per quanto riguarda le vie di comunicazione, a Graz si incrociano due importanti autostrade: la Südautobahn (A2, Vienna Inzersdorf-Thörl, Slovenia) e la Pyhrnautobahn (A9, Sattledt-St. Michael in Obersteiermark, Donawitz-Spielfeld, confine di stato-Ungheria) che verrà congiunta alla A8 nell'Austria Superiore, costituendo così un'importante asse verso l'Europa balcanica e l'Europa orientale. A Graz si trova un aeroporto internazionale.

Economia

Le principali risorse economiche sono l'allevamento bovino, equino, ovino e avicolo, l'agricoltura (cereali, patate, vite, tabacco, barbabietole da zucchero, frutta, foraggi), lo sfruttamento del sottosuolo (minerali di ferro, magnesite, gas naturale, lignite, grafite, talco, sale e gesso). La Stìria ha un'importante tradizione industriale, con aziende pubbliche e private di grande spessore. A partire dagli anni Novanta si sono evidenziati principalmente le produzioni metallurgiche e metalmeccaniche (distretto Mur-Mürztal), elettriche ed elettroniche (distretto di Graz) e specialmente automobilistiche (Graz, Zeltweg, Kalsdorf, St. Ruprecht), con una spiccata vocazione all'esportazione. La Stìria dispone di importanti risorse turistiche, sia rivolte agli sport invernali (Aflenz, Mariazell, Mitterndorf, Schladming, Tauplitz), sia per cure termali (Bad Aussee, Bad Mitterndorf). Mete turistiche si trovano anche nell'alta valle dell'Enns (Schladming), e nella zona del Semmering. Nella parte sudorientale della regione si possono percorrere le vie dei castelli della Stìria (fra gli altri Riegersburg, Schloss Herberstein).

Storia

La regione, abitata fin dalla preistoria e nota per le sue ricchezze minerarie ai Romani, come parte della Pannonia e del Norico, fu occupata dopo il sec. VI da Slavi e da Germani. Dopo esser stata incorporata nella Carinzia da Carlo Magno, divenne margraviato indipendente, affidato a Ottocaro von Steyr, da cui prese il nome (1050). Appartenne poi ai Babenberg e a linee secondarie degli Asburgo fino alla ricongiunzione alla linea principale operata da Federico III. La Riforma vi ebbe notevole diffusione, ma la restaurazione cattolica finì col prevalere grazie agli sforzi di Carlo V e Ferdinando II. Lo sviluppo dei movimenti nazionali a fine Ottocento aprì il problema della minoranza slava, per cui una parte della regione, la valle della Drava, fu assegnata nel 1919 alla Iugoslavia, mentre il resto entrava a far parte della Repubblica austriaca.