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Stóppa, Pàolo

attore italiano (Roma 1906-1988). In arte dal 1927, cominciò ad affermarsi dopo un lungo tirocinio in varie compagnie, soprattutto comiche, con la formazione del Teatro Eliseo (1938-41). Ma fu il sodalizio iniziato nel 1948 con R. Morelli, prima attrice, e L. Visconti, regista, che lo impose nel dopoguerra come uno dei maggiori attori italiani. Appartengono a questo periodo eccellenti interpretazioni come A porte chiuse di J. P. Sartre, Zoo di vetro di T. Williams, Delitto e castigo da F. M. Dostoevskij, Morte di un commesso viaggiatore e Uno sguardo dal ponte di A. Miller, Zio Vanja di A. P. Čechov, nonché, con altri registi e su una linea meno impegnativa, Vita col padre di H. Lindsay e R. Crouse e Caro bugiardo di J. Kilty. In campo cinematografico, già attivo nel cinema leggero degli anni Trenta e del periodo bellico, si impose quale caratterista drammatico con V. De Sica, che gli affidò la parte del barbone cattivo in Miracolo a Milano (1951). Eccezionalmente protagonista in Prima di sera (1954) di P. Tellini, tornò a figure di sfondo e di comprimario (L'oro di Napoli, 1954; Viva l'Italia, 1961; Rocco e i suoi fratelli, 1960; Il gattopardo, 1963). Lo si ricorda anche in Processo alla città (1952), Carosello napoletano (1954), Il marchese del Grillo (1981), Amici miei - Atto II (1982). Tra le prove televisive: Demetrio Pianelli e I Buddenbrook.