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Stanze per la giòstra

poemetto in ottava rima, iniziato da A. Poliziano in occasione della giostra vinta da Giuliano de' Medici nel 1475 e rimasto interrotto nel 1478, in seguito all'uccisione del protagonista nella congiura dei Pazzi. Il motivo encomiastico è solo il pretesto da cui prende lo spunto il componimento, che celebra i più alti valori umanistici: la bellezza, l'amore, la fama, la poesia. Nella vicenda di Iulio, il fiero giovinetto dedito alla caccia e sdegnoso di Venere, che, per vendetta di costei, s'innamora di Simonetta e poi cerca la gloria per rendersi degno di lei, domina il mito centrale della bellezza, sogno dell'umanesimo platonizzante, ma è un sogno accompagnato dal senso della fugacità, dalla coscienza del rapido sfiorire di ogni cosa bella, che vela di struggente malinconia il vagheggiamento della giovinezza e dell'amore. Sul piano strutturale, le Stanze derivano dall'ardito accostamento di due diversi generi letterari: il poema encomiastico della classicità e la narrazione in ottave di giostre e di feste, tipica della letteratura popolareggiante. L'originalità poetica delle Stanze consiste appunto nella simbolica confluenza, in esse, di un'intera tradizione classica e volgare e nell'armonica fusione degli echi letterari più diversi: un impasto cui presiede un'altissima sapienza retorica, che si avvale di numerosi artifici per trasferire la vicenda nell'immobile dimensione del mito.

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