Questo sito contribuisce alla audience di

Starck, Philippe

architetto e designer francese (Parigi 1949). Direttore artistico di P. Cardin nel 1969, ha progettato e realizzato fra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso i saloni di moda di P. Balmain, i magazzini di Doróthée Bis a Parigi, l'albergo Royalton di New York, la sistemazione dell'Eliseo per François Mitterrand e i complessi commerciali NaniNani e Asahi di Tōkyō. Considerato ormai come una delle maggiori firme del design contemporaneo e in egual misura apprezzato e detestato, Starck ha arricchito la sua già prolifica produzione, moltiplicando, soprattutto negli anni più recenti, gli interventi di progettazione architettonica. Tra le sue realizzazioni più importanti ricordiamo l'Hotel Manin e l'edificio La Flamme a Tōkyō (rispettivamente 1987 e 1990), il Ristorante Teatriz a Madrid (1990), l'allestimento interno – insieme a M. De Lucchi e la Coop. Himmelb(l)au – del Museo di Groninga (1991), il complesso denominato La Rue Starck a Parigi (1991), la fiaccola olimpica per i Giochi invernali di Albertville (1992), l'edificio Baron Vert a Ōsaka (1992) e un impianto per il riciclaggio dei rifiuti a Vitry (Francia, 1996). Gli è stato inoltre commissionato del gruppo Les 3 Suisses un progetto per una casa prefabbricata da vendere per corrispondenza. Nel campo del disegno industriale Starck è giunto a ideare nuovi tipi di mobili, spazzolini da denti, bottiglie d'acqua minerale, occhiali, articoli da viaggio e perfino barche e motociclette. Tra gli oggetti che portano la sua firma e che hanno maggiormente alimentato le polemiche sulle sue doti di designer (l'accusa è quella di sacrificare in nome dell'estetica la funzionalità e la praticità degli oggetti) ci sono lo spremiagrumi “Juicy Salif”, realizzato per la ditta Alessi, e il bollitore “Hot Bertaa”. Starck, che vive e lavora a Parigi, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti; le sue creazioni sono esposte nelle collezioni dei maggiori musei mondiali, tra cui il Brooklin Museum di New York, il Museo delle arti decorative di Parigi e il Museum of Design di Londra, oltre alle esposizioni individuali e collettive di Parigi, Marsiglia, Roma, Monaco, Dusseldorf, Kyōto, Tōkyō, Chicago, Los Angeles, New York.

Media


Non sono presenti media correlati