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Strìggio, Alessandro

compositore italiano (Mantova ca. 1535-ca. 1589). Coltivò la musica senza cariche ufficiali, essendo consigliere politico e diplomatico: dal 1560 fu alla corte di Cosimo de' Medici, alla cui morte (1574) passò a Mantova, dove divenne consigliere di Guglielmo II Gonzaga. Celebrato tra i più insigni violisti, liutisti e organisti del tempo, fu tra gli iniziatori del madrigale dialogico (con il celebre Cicalamento delle donne al bucato, 1567) e dell'intermedio per le feste di corte: ne musicò una decina (le cui musiche sono perdute), tra cui Psiche e Amore per La Cofanaria di F. d'Ambra (1566; per le nozze di Francesco de' Medici con Giovanna d'Austria) e per L'amico fido di G. Bardi (1597; per le nozze di Cesare d'Este con Virginia de' Medici). Pubblicò cinque libri di madrigali a cinque voci e due libri a sei voci oltre a composizioni sacre, tra cui il colossale mottettoEcce beatam lucem, a quaranta voci in quattro cori, otto flauti, otto tromboni, otto viole, liuto grande, clavicembalo e organo (1586). Il figlio Alessandro (Mantova ca. 1573-Venezia 1630), virtuoso di viola, si distinse come librettista. Amico di C. Monteverdi, con il quale tenne un'importante corrispondenza, gli fornì i testi per l'Orfeo, Tirsi e Clori e Il lamento di Apollo (perduto). Fu inoltre diplomatico al servizio dei Gonzaga.