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Stròzzi, Giovàn Battista, detto Filippo

uomo politico (Firenze 1489-1538). Preso a simbolo della retorica risorgimentale per le sue aspirazioni libertarie, ma soprattutto per la tragica fine del tutto degna d'un idealista, Strozzi sollevò grande scalpore allorché sposò (1508) Clarice, nipote di Lorenzo il Magnifico, ponendo fine, ma solo per poco, alla tradizionale rivalità tra le due più influenti famiglie fiorentine. Il matrimonio gli valse prestigiosi incarichi alla restaurazione medicea del 1512 ma successivamente, forse in disaccordo con gli stessi Medici, oppure perché fattosi sostenitore della causa repubblicana, concorse alla cacciata dei Medici (1527) e alla riaffermazione della Repubblica. La contraddittoria, per non dire ambigua, politica di Filippo fu resa evidente dalla collaborazione con Alessandro de' Medici, ritornato alla guida della città (1532), e dal voltafaccia del 1537 quando, denunziando l'assolutismo mediceo, organizzò con il figlio Piero una spedizione per far sollevare Firenze contro il nuovo duca Cosimo. Sconfitto nello stesso anno a Montemurlo, Filippo Strozzi fu catturato, imprigionato e venne sottoposto a torture. Morì un anno dopo suicida nelle carceri fiorentine.