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Sturges, Preston

pseudonimo del regista e sceneggiatore cinematografico statunitense Edmund Preston Biden (Chicago 1898-New York 1959). Autore teatrale dal 1928 al 1932, ebbe successo specialmente con l'impertinente e sofisticata commedia di costume Strictly Dishonorable (1929) che fu due volte (1931 e 1951) trasferita sullo schermo da altri registi. Chiamato a Hollywood come sceneggiatore, vi inventò subito il procedimento del narratage per il film The Power and the Glory (1933; Potenza e gloria) dove le azioni del protagonista erano commentate dai punti di vista diametralmente opposti di due testimoni. Passato egli stesso alla regia negli anni Quaranta, rinnovò su testi propri la sophisticated comedy vincendo un Oscar col soggetto di The Great McGinty (1940; Il grande McGinty), satira del costume elettorale, e proseguendo con Christmas in July (1940; Un colpo di fortuna), sul culto del dollaro nella piccola borghesia, con The Lady Eve (1941; Lady Eva), con Sullivan's Travels (1941; I dimenticati), che risultò la più autobiografica, amara e compiuta delle sue opere, con The Palm Beach Story (1942; Ritrovarsi), The Miracle of Morgan's Creek (1944; Il miracolo del villaggio), sulla vita di provincia, e Hail the Conquering Hero (1944; Evviva il nostro eroe) che smitizzava dall'interno l'eroismo bellico. Fu questo il suo periodo migliore, caustico e brillante. Produttore di se stesso dal 1945, e quindi teoricamente più libero, fu curiosamente meno felice in The Sin of Harold Diddledock (1947; Meglio un mercoledì da leone...) con H. Lloyd, Unfaithfully Yours (1948; Infedelmente tua), The Beautiful Blonde from Bashful Bend (1949; L'indiavolata pistolera), terminando stancamente la carriera in Europa con Les carnets du Major Thompson (1955; Il carnet del maggiore Thompson, da P. Daninos), dopo avere tentato senza fortuna un ritorno al teatro con un musical ispirato a La kermesse eroica di J. Feyder: Carnival in Flanders (1953).

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