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Suardi, Bartolomèo, detto il Bramantino

pittore e architetto italiano (Milano ca. 1465-1530). La data di nascita è desunta dalla prima testimonianza documentaria, che vede l'artista presente in Milano nel 1490 già come capofamiglia. Attivo dal 1503 all'Opera del Duomo e per la famiglia Trivulzio, Suardi dovette occupare nella capitale lombarda una posizione notevole, se nel 1525 Francesco II lo nominò architectum et pictorem nostrum, familiarem et curialem. La sua formazione pittorica fu complessa: già le prime opere, tra il 1485 e gli inizi del secolo, mostrano un discorso stilisticamente rigoroso, che a una base di cultura padovano-ferrarese, assimilata in un probabile alunnato presso il Butinone, abbina la lezione plastica e cromatica del Foppa (Madonna, Boston, Museum of Fine Arts; Natività, Milano, Pinacoteca Ambrosiana). Fondamentale fu poi per l'artista il rapporto con Bramante (tanto che la critica moderna fu a lungo incerta sull'attribuzione all'uno o all'altro dei due maestri di opere come l'Argo del Castello Sforzesco o il Cristo alla colonna di Brera, quest'ultima definitivamente assegnata al Bramante), evidente nella scansione monumentale degli spazi e nel complesso discorso distributivo (Adorazione dei Magi, Londra, National Gallery; arazzi dei Mesi, commissionati dai Trivulzio nel 1501, Milano, Castello Sforzesco), elementi per i quali è stato anche ipotizzato un viaggio dell'artista a Firenze intorno al 1500. Testimoniato è invece un soggiorno romano del Bramantino tra il 1508 e il 1509, durante il quale lavorò ad affreschi (perduti) nelle Stanze Vaticane. Frutto evidente della conoscenza diretta e dello studio della classicità è l'unica opera certa di architettura del Suardi, la cappella Trivulzio in S. Nazaro a Milano (1510-21), di grande semplicità strutturale, spoglia e severa, articolata su puri volumi geometrici. Lo stesso gusto si rintraccia negli sfondi architettonici delle opere pittoriche della maturità dell'artista, singolari elaborazioni fantastiche di iconografie insolite, ricche di significati esoterici (Trittico di S. Michele, Milano, Pinacoteca Ambrosiana; Sacra famiglia e Crocifissione, Milano, Pinacoteca di Brera), animate da figure monumentali, dai volumi tondeggianti e fusiformi, bloccate in una ieraticità ermetica. Per questi ultimi esiti, paragonabili a certi aspetti del primo manierismo toscano, la figura del Suardi appare del tutto singolare in Lombardia e non mancò di lasciare una traccia notevole su altri artisti, come Gaudenzio Ferrari e Boccaccio Boccaccino.

W. Suida, Bramante pittore e il Bramantino, Milano, 1953; P. Bianconi, Bramantino, Milano, 1965; G. Mulazzani, A. Dell'Acqua, L'opera completa di Bramantino, Milano, 1978.