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Sukarno, Akmed

uomo politico indonesiano (Surabaja, Giava, 1901-Jakarta 1970). Personaggio di grande rilievo nella storia indonesiana contemporanea, portò il suo Paese all'indipendenza e alla democrazia. Fu presidente del Partito nazionalista indonesiano (PNI) dal 1926 al 1927, ma fu poi arrestato dalle autorità olandesi (1929) per attività sovversiva e condannato al carcere. Fu, quindi, presidente del Partito indonesiano (Partai Indonesia, 1932-33), ma venne nuovamente arrestato ed esiliato nel 1934. Al termine della seconda guerra mondiale proclamò l'indipendenza e divenne nel 1949 il primo presidente della Repubblica. Egli indirizzò il Paese su una politica neutrale e democratica, rivelandosi (Conferenza di Bandung, 1955) uno dei più prestigiosi leader del Terzo Mondo. Ma la complessa situazione politica interna lo costrinse a sciogliere l'Assemblea costituente e a instaurare la cosiddetta “democrazia guidata”, un sistema di governo molto centralizzato il cui maggior organo decisionale diventò l'Assemblea consultiva del popolo. In questa situazione i poteri politici si accentrarono nelle mani di Sukarno e dei militari (in gran parte conservatori). Per controbilanciare la spinta destrorsa in un contesto economico disastroso, Sukarno si appoggiò al Partito comunista (filocinese) e alla Cina. È del 1965 la sua clamorosa uscita dall'ONU Pronta fu la reazione dei militari che, temendo un'ulteriore avanzata del Partito comunista, effettuarono un colpo di stato assumendo i poteri. Sukarno rimase nominalmente presidente fino al 1968, quando la carica gli fu tolta da Suharto. Da allora scomparve dalla scena politica.