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Sumarokov, Aleksandr Petrovič

autore teatrale e poeta russo (Pietroburgo 1718-Mosca 1777). Di famiglia nobile, appartenne all'opposizione liberale che, contro l'assolutismo di Caterina II, sostenne l'importanza del ruolo della nobiltà colta e illuminata nel governo del Paese. Tra i primi rappresentanti del classicismo in Russia, esordì con poesie (liriche d'amore, elegie, romanze, odi ecc.) influenzate da M. V. Lomonosov, ma ben presto cominciarono tra i due le polemiche sul carattere della lingua poetica: Sumarokov era fautore di una lingua semplice e chiara (epistole Sulla lingua russa e Sulla poesia, 1748) e rifiutava la poetica di Lomonosov (teoria dei tre stili). Si dedicò poi al teatro e, ispirandosi ai modelli francesi (fu chiamato il Racine del Nord), introdusse in Russia il dramma di tipo classico, fornendo gran parte del repertorio al primo teatro stabile, di cui fu promotore e direttore (1756-61). Per esso scrisse numerose tragedie (in versi) di soggetto storico russo (Chorev, 1747; Sinav e Truvor, 1750; Aristona, 1750; Semira, 1751; Vyšeslav, 1768; Demetrio l'usurpatore, 1771; Mstislav, 1774), per lo più incentrate sul contrasto tra la ragione e la passione e sul conflitto tra il dovere sociale e i sentimenti personali; e molte commedie (in prosa), di intenti sociali e morali, meno convenzionali delle tragedie perché più rispondenti alla realtà nella pittura degli ambienti e dei caratteri (Trissottino, 1750; Una inutile disputa, 1750; La dote con l'inganno, 1764; Il tutore, 1768; La madre rivale della figlia, 1772; La litigiosa, 1772). Scrisse anche notevoli favole in cui, come nelle commedie, mirò a colpire i difetti morali del tempo.