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Suzuki, Harunobu

nome d'arte dell'incisore e pittore giapponese Hozumi Jehei (Edo, oggi Tōkyō, 1725-1770). Conosciuto anche con i nomi di Chōeiken e di Shikojin, è uno dei maggiori maestri dell'ukiyo-e. Allievo di Nishimura Shigenaga e influenzato da Okumura Masanobu, Kiyomitsu e da Ishikawa Toyonobu, si formò soprattutto sull'arte di Sukenobu. Per le sue incisioni a colori si valse d'una tecnica nuova, la cosiddetta “pittura broccato” (nishiki-e), che utilizzava da cinque a dieci colori, dando così alla stampa una completa policromia, ricca di soluzioni e variazioni; divulgò inoltre la stampa con fondo completamente colorato (rosa, celeste, verde, ecc.). Suzuki sperimentò la tecnica del nishiki-e nel 1765, per illustrare una serie di stampe-calendario (e-goyomi) di piccolo formato, tra cui quella di Zashiki hakkei (Otto scene di Salon). Oltre a rinnovare le tecniche dell'incisione, diffuse l'uso di nuovi formati, come quello medio (chūban), la cui misura massima è di cm 29×19, in cui ambientò personaggi, interni, suppellettili, animali. Illustratore di libri e di album erotici, Suzuki eseguì numerose stampe ispirate al mondo fragile e fatuo delle cortigiane del quartiere di piacere di Yoshiwara o di altri luoghi di vita brillante (La bella O-sen di Kasamori, 1769; Tōkyō, Museo Nazionale).

Y. Noguki, Harunobu, Londra-Yokohama, 1940; D. B. Waterhouse, Harunobu and His Age, the Development of Colour Painting in Japan, Londra, 1964; J. L. Ravel, G. Rolland, Suzuki Harunobu. Les ouvrages, Parigi, 1978.