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Syberberg, Hans Jürgen

cineasta tedesco (Nossendorf, Pomerania, 1935). Esponente aristocraticamente appartato, ma lucido e provocatorio, del nuovo cinema della Repubblica federale, acceso wagneriano, ha sondato il passato storico e culturale dell'“anima” tedesca in opere d'avanguardia contaminate di varie arti e perfino di kitsch, senza badare al pubblico (che in Germania infatti lo respinge) né al metraggio, sempre più lungo. Ludwig - Requiem für einen jungfräulichen König (1972; Ludwig II-Requiem per un re vergine, ritratto assai più radicale di quello viscontiano coevo), Karl May (1974; Karl May alla ricerca del tempo perduto dedicato a uno scrittore d'avventure della belle époque guglielmina), Winifred Wagner und die Geschichte des Hauses Wahnfried von 1914-1975 (1975, intervista di cinque ore all'ottantenne nuora nazista del compositore), Hitler - ein Film aus Deutschland (1977; Hitler-Un film dalla Germania, vertiginoso Kolossal-Kabarett di sette ore), lo hanno condotto infine a Parsifal (1982), impervio ma straordinario tentativo di “proseguire” con i mezzi del cinema il sogno di Wagner dell'opera d'arte totale. Del 1985 è Die Nacht, registrazione di una monumentale pièce teatrale. Fra gli altri lavori si ricordano Edith Clever liest Joyce-Molly (1985) e Fräulein Else (1987). Del 1993 è il documentario Syberberg filmt Brecht, e il lungometraggio Ein Traum, was sonst.